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Aggressione a mare e costa: più di 14mila le infrazioni contro il Mare nostrum

Legambiente ha presentato il rapporto Mare nostrum con il quale denuncia il numero altissimo di infrazioni contro costa e ecosistemi marini

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 24.06.2014

Legambiente ha resi noti i numeri inquietanti delle infrazioni commesse nel nostro Paese ai danni delle coste e degli ecosistemi marini. Si tratta di oltre 14mila infrazioni in un anno, circa 40 al giorno che deturpano il paesaggio della nostra penisola, danneggiano gli ecosistemi marini e l’economia basata sulla pesca.

Mare

Per la maggior parte, il 42%, i reati contro gli ecosistemi consistono nella pesca di frodo: sono oltre 6mila le infrazioni accertate e più di 1 milione e 600 mila i chilogrammi di pescato sequestrato, soprattutto pesce fresco, ma anche molluschi, crostacei, novellame e datteri di mare. Si tratta di attività che compromettono gli equilibri ecosistemici ai quali è legata l’economia della pesca, ma anche quella del turismo. Le regioni che sono più danneggiate da queste attività sono Puglia, Campania, Sicilia, Calabria e Veneto.

Al secondo posto, con il 22% dei reati, 3264 infrazioni, lo scarico abusivo in mare per mancata depurazione e li sversamento di idrocarburi. Un problema, quello della depurazione delle acque reflue, che attanaglia l’Italia da anni, tanto che l’Unione europea ci ha già condannato due volte e ha aperto la terza infrazione. Infatti in Italia la depurazione avviene solo per il 78,5% della popolazione.

Anche il ciclo del cemento lungo la costa ha registrato ben 2412 reati, circa il 16% del totale.
Il paesaggio del nostro Paese è purtroppo notoriamente martoriato da costruzioni in cemento che campeggiano a pochi metri dalla costa, o vicinissimi alle foci dei fiumi, per l’interesse di singoli in barba alle leggi. Anche se le pressioni per condonare, sia a livello nazionale che regionale e comunale, come riporta Legambiente, sono molto forti, esistono degli esempio di grande valore che andrebbero seguiti: si tratta dei luoghi in cui le amministrazioni hanno avuto il coraggio di imporre l’abbattimento degli edifici abusivi, un esempio per tutti quello siciliano del Lido Rosello, di cui ci siamo occupati lo scorso anno. La Sicilia è fra le regioni più deturpate dagli abusi edilizi sulla costa. Seguono a ruota le regioni a più grande presenza delle mafie: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e, al nord, la Liguria.

I reati sono stati scoperti soprattutto dalle Capitanerie di porto, con 10.806 reati messi a verbale.

Ciò che preoccupa Legambiente è il trend in aumento degli ultimi 4 anni: rispetto al 2012 si registra un incremento del 7,3%. Il settore più preoccupante è quello della depurazione con un’impennata del 26%.
In calo invece i numeri riguardanti il ciclo illegale del cemento, con un calo del 15,8% rispetto al
2012.

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