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Allarme deforestazione nel Nord America nei prossimi 30 anni

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 08.04.2012

Esempio di conversione di una foresta. Fonte: Eastern Forest Environmental Threat Assessment CenterA molti piacerebbe una bella casa nel bosco, ma forse non tutti pensano che se ognuno di noi ne avesse una, il bosco scomparirebbe, e con esso se ne andrebbero per sempre flora e fauna presenti prima dell’arrivo delle pesanti infrastrutture necessarie alla nostra vita. E’ l’allarme lanciato da alcuni ricercatori americani: il lento progredire dell’urbanizzazione sta minacciando i boschi del New England, una delle aree più verdi – finora – nel Nord America.

Gli scienziati forestali dell’Università di Harvard e dello Smithsonian Institution hanno avvertito di una tendenza in atto da decenni di una lenta penetrazione di abitazioni civili nel bosco. Col passare dei decenni, questo  potrebbe portare ad una pesante deforestazione del Nord America – impercettibile ad occhio nudo – dovuta allo sviluppo urbano. Questo fenomeno porterebbe nei prossimi 30 anni ad una riduzione dell’assorbimento e dello stoccaggio di carbonio del 18%.

I ricercatori hanno conteggiato in un recente studio che una immensa quantità di carbonio viene immagazzinata negli alberi in crescita, ma che se le tendenze attuali di crescita dovessero continuare in Massachusetts, la crescita dei depositi di carbonio potrebbe ridursi del 18 per cento nel prossimo mezzo secolo. E in tutto questo, la raccolta degli alberi da parte dell’uomo non ha un ruolo importante. La causa è lo sviluppo urbano, lento e inesorabile.

Jonathan Thompson è un ricercatore in Ecologia presso il Conservation Biology Smithsonian Institute, oltre che associato presso Harvard, e autore principale della ricerca apparsa sulla rivista Ecological Applications alla fine del 2011. “Le foreste del New England forniscono un enorme beneficio allo stoccaggio del carbonio che altrimenti contribuirebbe al cambiamento climatico”, ha detto Thompson. Per mettere questi risultati in un contesto, aggiunge, “In Massachusetts, i boschi catturano circa 2,3 milioni di tonnellate di carbonio ogni anno. Questa quantità è uguale all’anidride carbonica emessa per fornire elettricità ad un milione di abitazioni americane ogni anno.”

Per più di 30 anni, gli scienziati di Harvard  hanno misurato i tronchi degli alberi per monitorare la quantità di carbonio immagazzinato o perso dai boschi ogni anno. Questo tesoro di dati fa parte della ricerca Long-Term Ecological Research (LTER) Network, che festeggia più di tre decenni di ricerca questo mese. Questo importante traguardo è caratterizzato da sei nuovi documenti pubblicati oggi in un numero speciale della rivista BioScience.

David Foster, coautore della ricerca e co-curatore di un numero speciale di BioScience, osserva: “Con tre decenni di dati meticolosamente raccolti come parte della rete LTER, siamo arrivati ​​ad un passaggio cruciale in cui siamo ora in grado di affrontare le principali sfide ambientali, come l stima del destino di carbonio delle foreste su aree di grandi dimensioni.”

Foster aggiunge: “Negli ultimi due secoli, le foreste hanno immagazzinato più carbonio con il passare degli anni in molte parti del New England, ma il punto di svolta potrebbe essere per il Massachusetts e per altre aree a causa dell’urbanizzazione.”

Ma secondo Foster non c’è solo da preoccuparsi: “La buona notizia è che le foreste sono resistenti e la storia non è necessariamente ciò che continuerà ad accadere in futuro. La nostra ricerca è una ragione convincente per ampliare il supporto alla protezione delle foreste e gli sforzi per convincere i proprietari privati ​​a mantenere la loro terra in forma di foresta. Le foreste dovrebbero essere considerate come un’infrastruttura importante su cui dobbiamo investire, proprio come facciamo coi grandi progetti di opere civili”.

 

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