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Bacino del Congo: enormi risorse, grande rischio sfruttamento

Ricchissima biodiversità, immense foreste, grandi fiumi calmi e impetuose cascate. Una ricchezza di risorse che rischia di essere sfruttata con conseguenze senza ritorno

Scritto da Federica di Leonardo il 22.11.2012

Le foreste del Bacino del Congo sono un patrimonio fondamentale per la sopravvivenza di 60 milioni di persone e hanno un ruolo importante nella gestione dei cambiamenti climatici a livello globale. Oggi però sono a rischio sovrasfruttamento e il CIFOR, Center for International Forestry Research,  ha prodotto una serie di documenti, articoli, foto e video per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di proteggere questi delicati equilibri.

Le foreste del Congo sono fondamentali per la sopravvivenza delle popolazioni che finora avevano praticato attività sostenibili e armoniche con gli ecosistemi. La minaccia dello sfruttamento eccessivo delle risorse naturali ora però è reale e deve essere calmierata. Per questo, nei diversi settori, sono necessarie ricerche che devono essere svolte da personale qualificato.

Nel bacino del Congo si trova la seconda foresta tropicale del mondo, che copre 200 milioni di ettari e oltre sei paesi. Queste foreste sono sostentamento per la vita di 60 milioni di persone e generano reddito dallo sfruttamento del legname, immagazzinano enormi quantità di carbonio, custodiscono una biodiversità unica e regolano il flusso dei fiumi più importanti di tutta l’Africa centrale. Dalle più grandi paludi del mondo, alle regioni montuose in Camerun e nella Repubblica Democratica del Congo, questi ecosistemi diversi sostengono il popolo e la fauna presenti nel cuore dell’Africa.

A caccia di cibo in Congo – Nelle zone rurali delle comunità del Bacino del Congo una grande parte della popolazione dipende dalla selvaggina cacciata nei boschi che raprresenta  fino all’80% dei grassi e delle proteine della dieta. La deforestazione sta rendendo queste pratiche di caccia sempre meno sostenibili e, di conseguenza, la deforestazione aumenta ancora di più per favorire pratiche come l’allevamento attraverso la creazione di pascoli. Sarebbe necessario invece vietare la caccia alle specie in via di estinzione, come i gorilla e gli elefanti, e rendere invece possibile la caccia alle specie più numerose e resilienti.

Valorizzare semi, frutti e piante del Bacino del Congo: I prodotti NTFP, cioè che non sono legname, sono importantissimi per il sostentamento diretto delle comunità, ma anche perchè vengono venduti. La vendita di NTFP contribuisce, in media, dal 25 al 40% del reddito familiare e in gran parte sono le donne ad essere coinvolte. Però sono necessarie ulteriori ricerche che aiutino a creare una gestione sostenibile di questa attività.

Deforestazione – Anche il commericio interno del legname in Camerun deve essere ancora ben regolamentato. Il fatto che non ci siano leggi chiare e che l’abbattimento degli alberi non sia ben monitorato purtroppo dà adito al commercio illegale. E’ chiaro che in questo caso è necessaria una Governance forte che favorisca solo le pratiche sostenibili.

La legna da ardere e il carbone rappresentano il 90% di tutto il legno proveniente dalle foreste dell’ Africa e un terzo della produzione globale del combustibile da legno. La produzione di carbone aumenta la deforestazione e il degrado in particolare nelle zone densamente popolate, ma fornisce l’83% delle famiglie rurali in Africa sub-sahariana. E’ necessario sviluppare piantagioni forestali e una gestione sostenibile delle foreste per  contribuire ad equilibrare l’impatto.

Le foreste del Bacino del Congo hanno un enorme potenziale per  mitigare gli impatti del cambiamento climatico. Costituiscono il 18 per cento delle foreste tropicali del mondo e hanno rilevanza mondiale per ridurre le emissioni da deforestazione. Queste foreste forniscono anche reti di sicurezza per milioni di persone, soprattutto donne, che sono fortemente dipendenti da settori sensibili al clima come l’agricoltura, la pesca, le pratiche pastorali, e la cui sopravvivenza può essere minacciata da cambiamenti climatici e dalla scarsità delle risorse.

Decenni di guerra, il sottosviluppo e la mancanza di infrastrutture e di risorse, hanno ostacolato l’innovazione e la ricerca nel settore forestale. E’ ora chiaro che per migliorare le capacità regionali e nazionali è necessario formare nuovi esperti nella gestione forestale per garantire che le foreste siano protette in futuro.

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