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Cambiamento climatico, stime sui pericoli di scioglimento di alcuni ghiacciai troppo azzardate

Scritto da Paolo Ferrante il 08.11.2010
Prima neve sulle Alpi - foto Narigrò

Prima neve sulle Alpi. L'arco alpino è una delle riserve d'acqua dolce più importanti in Europa occidentale - foto Marigrò

I ghiacciai in alcune regioni montagnose contribuiscono, in certi casi considerevolmente, ai rifornimenti di acqua di certe aree popolate. Tuttavia, in un recente studio condotto da glaciologi e climatologi dell’università di Innsbruck è stato mostrato che ci sono importanti differenze regionali e che le attuali stime sono in alcuni casi da rivedere. I risultati della ricerca usciranno sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Lo studio, guidato da Georg Kaser e Ben Marzeion dell’Istituto di Geografia dell’Università di Insbruck, ha dimostrato che il potenziale di alcuni ghiacciai nel fornire acqua alle aree popolate varia regionalmente. Gli scienziati hanno raccolto dati delle precipitazioni globali su certi ghiacciai e hanno calcolato quando l’acqua viene rilasciata e fornita alle aree popolate.

“Ci sono grosse differenze nel caso in cui, ad esempio, l’acqua viene rilasciata dal ghiacciaio in un periodo arido oppure in un periodo in cui ci sono molte precipitazioni come durante la stagione dei monsoni in Asia,” ha spiegato Ben Marzeion. “E ci sono regioni, ad esempio intorno al lago d’Aral, dove le precipitazioni avvengono sulle regioni montagnose in inverno. L’acqua poi si scioglie in estate ed è vitale per le popolazioni che vivono nell’area.”

I ricercatori di Innsbruck hanno modellato stime che mostrano la dipendenza umana dallo scioglimento stagionale dei ghiacciai in ogni regione, e hanno dimostrano che le comunità di alta montagna sono fortemente dipendenti dalle acque dei ghiacciai, ma la densità di popolazione di solito è relativamente bassa in quelle regioni. “L’impatto è molto più drammatico in bacini fluviali a latitudine intermedia, dove la densità di popolazione è molto più elevata e lo scioglimento dei ghiacciai contribuisce alle forniture di acqua ancora in larga misura”, spiegano i climatologi.

Differenze regionali

L’incentivo ad effettuare questo studio è stato il diffuso dibattito circa l’impatto del cambiamento climatico sulla disponibilità di acqua nelle regioni densamente popolate. “Negli ultimi anni i numeri che sono stati fatti francamente non passano un esame più approfondito», dice il glaciologo e climatologo Georg Kaser. “E’ un’esagerazione sostenere che lo scioglimento dei ghiacciai mette in pericolo l’approvvigionamento di acqua di 2 miliardi di persone”. Con il loro studio gli scienziati Innsbruck vogliono richiamare l’attenzione sulle notevoli differenze regionali in merito al problema del rifornimento idrico nel prossimo futuro. “Di certo, il previsto cambiamento climatico potrà avere conseguenze nocive per le piccole comunità di alta montagna”.

I dati per lo studio sono stati stati ottenuti dal World Glacier Inventory, la temperatura globale e dei dati delle precipitazioni della Global Digital Elevation Model. I ricercatori hanno studiato le regioni comprese nei bacini di alcuni ghiacciai in Himalaya, Ande, montagne del Caucaso, Siberia, Nord America e Nuova Zelanda. “In linea di principio, questo è un approccio di ricerca semplice, che, tuttavia, ci fornisce importanti argomenti per una discussione più differenziata nella ricerca sul clima”, dice Georg Kaser, che è soddisfatto dei risultati dello studio, che è stato pubblicato nella rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

“Per quanto riguarda il prossimo rapporto rilasciato dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), i nostri dati possono essere visti come la base per stime più precise a livello regionale, e dimostrano che l’impatto dei cambiamenti climatici può essere maggiore in alcune regioni che in altre”, afferma Kaiser.

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