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Già visibili gli effetti del cambiamento climatico

Scritto da Leonardo Debbia il 25.11.2016

Secondo uno studio pubblicato su Science, i cambiamenti delle temperature globali connessi ai cambiamenti climatici di origine antropica hanno già fatto sentire il proprio impatto su ogni aspetto della vita sul nostro pianeta, sia su piccola scala, a partire dai geni negli organismi, fino ad interi ecosistemi, con conseguenze sempre più imprevedibili per gli esseri umani.

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Cucciolo di foca. Gli ecosistemi mostrano già segni di sofferenza dovuti ai cambiamenti climatici in atto (credit: seabreezecairns)

Lo studio ha scoperto che uno sconcertante 80 per cento dei 94 processi ecologici che costituiscono la base per la salute dei mari, dell’acqua dolce e degli ecosistemi terrestri, mostra già segni di sofferenza e di tentativi di risposta allo stress dovuto ai cambiamenti climatici.

Gli impatti per gli esseri umani consistono in un incremento di parassiti e di epidemie, nella riduzione della produttività nel settore della pesca e nella diminuzione di rendimento nel settore agricolo.

“Esistono prove evidenti che a fronte di un solo grado di innalzamento della temperatura media globale, già si avvertono molti degli impatti più forti”, avverte il dr Brett Scheffers, naturalista dell’Università della Florida e membro del Wildlife Ecology Conservation, uno dei principali autori dello studio.

“I geni stanno cambiando la fisiologia delle specie e le caratteristiche fisiche, come ad esempio le dimensioni del corpo; le specie stanno rapidamente cercando un adattamento per tenere il passo di un clima che cambia e attualmente si vedono i segni di interi ecosistemi che sono sotto stress”.

Il dr James Watson, docente di Ecologia presso l’Università del Queensland, Australia, ricercatore della Wildlife Conservation Society e autore principale dello studio, ribadisce l’urgenza di correre ai ripari: “Il livello dei cambiamenti che abbiamo osservato è abbastanza sorprendente, considerando che finora abbiamo avvertito solo una parte relativamente piccola dei cambiamenti climatici verificatisi”.

“Non si tratta a questo punto di vedere tutto questo soltanto in chiave di preoccupazione per il futuro. L’allarme è già scattato e non occorre attendere oltre. I responsabili politici debbono accettare il fatto che se non si riducono immediatamente le emissioni di gas ad effetto serra, una catastrofe ambientale non è da considerarsi più come ‘molto probabile’, ma sta per diventare una drammatica certezza”.

Lo studio sottolinea tuttavia anche la speranza nel constatare come molte delle risposte che si osservano in natura potrebbero essere ‘copiate’e applicate dagli uomini per affrontare le criticità legate alle mutevoli condizioni climatiche.

Ad esempio, una migliore comprensione della capacità di adattamento della fauna selvatica può essere applicata ai nostri raccolti, al bestiame ed alla pesca.

Altri punti di riferimento possono essere individuati nelle colture quali il grano e l’orzo, prodotti in cui le colture domestiche si incrociano con le specie selvatiche per mantenere il potenziale evolutivo della varietà sotto l’influenza del cambiamento climatico.

Frattanto, la World Meteorological Organization (Organizzazione meteorologica mondiale)  segnala che il 2016 è probabilmente l’anno più caldo mai registrato prima, con temperature globali superiori a quelle, già da record, del 2015.

Le concentrazioni di gas serra in atmosfera continuano ad aumentare, il ghiaccio marino dell’Artico è ai minimi storici e, in questo scenario da ‘Day after’, si inserisce – ospite non certamente gradito – anche l’evento di El Nino, che contribuisce allo sbiancamento della barriera corallina e all’aumento di fenomeni meteo estremi.

Dopo Parigi 2015, con il raggiungimento dell’accordo fra i vari Stati di contenere entro i 2 °C l’aumento della temperatura media globale, nella Conferenza sui cambiamenti climatici indetta dalle Nazioni Unite a Marrakech, Marocco, è stato stilato un manuale di regole e fissato lo stanziamento di fondi, ma l’operatività è ancora ferma e i politici si sono aggiornati ancora una volta.

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