Gaianews

Gli iceberg giganti assorbono la CO2 dall’atmosfera terrestre

Scritto da Leonardo Debbia il 18.01.2016

Una ricerca pionieristica condotta dal Dipartimento di Geografia dell’Università di Sheffield, Regno Unito, ha scoperto che l’acqua di fusione proveniente da un iceberg gigante, che contiene ferro e altre sostanze nutritive, mantiene, in maniera alquanto inaspettata, elevati livelli di crescita del fitoplancton, con conseguenze positive sul global warming.

Questa attività, conosciuta come ‘sequestro di carbonio’, favorisce la conservazione in mare, a lungo termine, di anidride carbonica atmosferica, contribuendo in tal modo a rallentare il riscaldamento del nostro pianeta.

Durante lo studio, che è il primo del suo genere su questa scala, un team di scienziati, guidati dal prof. Grant Bigg, ha esaminato 175 immagini satellitari dell’Oceano Antartico, analizzandone il colore – ottimo indicatore di produzione di fitoplancton sulla superficie marina – in relazione alla presenza di una serie di giganteschi iceberg di ben oltre 18 chilometri di lunghezza.

iceberg

Le immagini, che coprono un arco temporale che va dal 2003 al 2013, hanno mostrato che la produttività maggiore di fitoplancton, che ha un impatto diretto sul deposito di carbonio negli oceani, si estende per centinaia di chilometri di distanza dall’iceberg gigante e persiste per almeno un mese dopo il passaggio dell’iceberg.

“Da questa nuova analisi si comprende che gli iceberg giganti possono svolgere un ruolo importante nel ciclo del carbonio in mare”, commenta il prof. Bigg. “Nell’Oceano Antartico abbiamo anche rilevato che sono migliorati i livelli di clorofilla, solitamente su un raggio di almeno quattro volte la lunghezza degli iceberg.

“Le prove suggeriscono che con la fertilizzazione degli iceberg giganti si ottengono aumenti di carbonio fino ad un quinto del normale flusso che scende verso il fondo dell’Oceano Antartico”.

“Se, come previsto per questo secolo, ci saranno più iceberg di queste dimensioni, questo feedback negativo sul ciclo del carbonio potrebbe diventare più importante di quanto si ritenesse in precedenza”.

Per inciso, si rammenta che per feedback negativo, in Fisica si intende il fenomeno per cui gli effetti di un sistema sono diretti ad attenuare il sistema stesso, e si cita come esempio la presenza di vapore acqueo in atmosfera. Quanto più vapore acqueo viene prodotto, più nubi si formano e, aumentando la copertura nuvolosa, meno calore arriva sulla superficie terrestre che produrrà quindi meno nubi e otterrà un abbassamento della temperatura.

L’Oceano Antartico ha un ruolo significativo nel ciclo globale del carbonio ed è responsabile di circa il 10 per cento del sequestro di carbonio totale da parte degli oceani, attraverso un insieme di processi chimici biologicamente guidati, tra cui la crescita del fitoplancton.

Studi precedenti avevano ipotizzato che la fertilizzazione degli oceani da parte degli iceberg contribuisse in scarsa misura all’assorbimento di anidride carbonica da parte del fitoplancton.

Tuttavia, questa ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Geoscience, mostra che l’acqua prodotta dalla fusione degli iceberg è responsabile di ben il 20 per cento di carbonio che va a essere stoccato nelle profondità dell’Oceano Antartico.

Il fitoplancton trae nutrimento dalle sostanze contenute in questi giganteschi iceberg e la sua presenza ha una funzione simile alle piante sulla superficie terrestre. La fotosintesi permette, cioè, ai microrganismi vegetali di prosperare e assorbire l’anidride carbonica atmosferica.

Con tutti i vantaggi che possono conseguirne.

 

 

 

Leonardo Debbia

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA