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L’Antartide perde ogni anno una quantità di ghiaccio sei volte maggiore di 40 anni fa

Scritto da Leonardo Debbia il 11.02.2019

I ricercatori dell’Università della California, Irvine (UCI) e del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena, in collaborazione con i colleghi dell’Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, hanno di recente condotto una ricerca per quantificare la perdita di ghiaccio antartico tra il 1979 e il 2017, scoprendo che, ad oggi, questa perdita ammonta a ben sei volte la perdita di quel periodo.

In altri termini, il continente antartico si va sciogliendo sempre più velocemente e se questo era già noto nelle linee generali, non se ne conosceva esattamente l’entità che, alla luce dei dati, è davvero allarmante.

I risultati della ricerca sono stati resi noti negli Atti della National Academy of Sciences.

Gli studiosi hanno realizzato inoltre che l’accelerazione di questa fusione ha causato un innalzamento del livello marino globale di 1,3 centimetri.

“Di questo passo, ci aspettiamo un aumento di livello dell’Oceano Antartico di molti metri nei prossimi secoli”, dichiara Eric Rignot, docente dell’UCI e autore principale del progetto.

Non si tratta di una valutazione approssimativa, ma è il risultato di osservazioni e calcoli effettuati sulla diminuzione effettiva della massa di ghiaccio, scaturita da un esame accurato di 18 regioni del continente, che comprendono 176 bacini e le isole circostanti.

Per calcolare il bilancio delle calotte glaciali sono state prese in considerazione le quantità di neve accumulatasi nei bacini interni e le masse di ghiaccio che giungevano al mare, prendendo a riferimento il punto in cui lasciavano la terra per allungarsi sull’acqua e quindi sciogliersi.

I dati sono stati raccolti e assemblati mediante fotografie aeree prese da circa 350 metri di altezza tramite l’operazione IceBridge della NASA, interferometri satellitari di diverse agenzie spaziali e una serie di immagini satellitari Landsat, riprese a iniziare negli anni ’70 dello scorso secolo.

Il team è stato così in grado di calcolare che tra il 1979 e il 1990 l’Antartide ha perso mediamente 40 gigatonnellate di ghiaccio all’anno (1 gigaton è pari a 1 miliardo di tonnellate).

Dal 2009 al 2017 la perdita ha subìto un’impennata, salendo a circa 252 gigaton all’anno.

Il ritmo dello scioglimento è aumentato drammaticamente nel corso di 4 decenni.

Se nel periodo 1979-2001 la perdita media è stata di 48 gigaton all’anno per ogni decennio,

nel periodo 2001- 2017 questo valore è aumentato del 280%.

Le aree dove si sono registrate le perdite più consistenti sono quelle lambite dalle acque oceaniche più calde ed in particolare la regione di Wilkes Land, nell’Antartide orientale.

Non è certamente una bella notizia, dal momento che è qui che si concentra più ghiaccio che nell’Antartide occidentale e nella Penisola Antartica prese assieme.

Va da sé che, se il riscaldamento del pianeta si mantiene sugli attuali livelli, lo scenario non può che destare serie preoccupazioni sia per quanto riguarda il futuro del continente antartico che il livello marino globale, con tutte le annesse conseguenze, ampiamente descritte e temute.

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