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Tempeste invernali più violente sull’Europa occidentale

Scritto da Leonardo Debbia il 14.05.2018

Secondo uno studio recente, da quasi settant’anni, nella stagione invernale, lungo la costa atlantica dell’Europa occidentale si sta assistendo ad un progressivo aumento, pressochè costante, dell’altezza media delle onde.

Le coste della Scozia e dell’Irlanda sono quelle che hanno registrato i maggiori incrementi, dal momento che le onde hanno raggiunto una maggiore altezza media di 10 mm all’anno; che, in totale, al momento attuale, supera di oltre 0,7 metri le altezze del 1948.

Onde oceaniche che si abbattono sulla costa del Dorset durante l'inverno 2013/14 (crediti: Tim Poate / Università di Plymouth)

Onde oceaniche che si abbattono sulla costa del Dorset durante l’inverno 2013/14 (crediti: Tim Poate / Università di Plymouth)

Questo progressivo innalzamento ha, come logica conseguenza, l’aumento delle altezze delle onde nel corso di condizioni meteorologiche estreme, con livelli tali che, al largo delle coste irlandesi, sono cresciuti in media di ben 25 mm all’anno negli ultimi 70 anni, raggiungendo un’aumneto dell’altezza media complessiva di 1,7 metri. Davvero, non poco!

Lo studio, che è comparso su Geophysical Research Letters, la rivista dell’America Geophysical Union, è stato condotto dagli scienziati del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS) in Francia, in collaborazione con l’Università di Bordeaux e l’Università di Plymouth.

Alla luce di questi dati, gli scienziati si interrogano come intervenire, quali misure adottare per la salvaguardia delle comunità costiere di tutta l’Europa occidentale al fine di contrastare efficacemente l’effetto distruttivo dell’erosione che avanza, implacabile.

“L’altezza delle onde durante le tempeste invernali è il fattore principale di erosione delle dune e delle rocce”, sostiene infatti il dr Bruno Castelle, scienziatoo senior del CNRS. “E’ così che si spiega almeno l’8o per cento delle variazioni morfologiche del litorale lungo le coste sabbiose, esposte come sono ad una maggior frequenza di mareggiate estreme. Questo studio, insieme ad altri, hanno dimostrato che sia l’impatto che l’intensità delle tempeste sono in aumento e questo signfica che esiste un reale bisogno di tutelare le coste atlantiche”.

Lo studio ha preso in esame una combinazione di fenomeni atmosferici e di dinamica delle onde, misurando gli effettivi cambiamenti di altezza di quest’ultime e la variabilità della morfologia costiera dalla Scozia del nord al Portogallo del sud.

Questi dati sono poi stati correlati con due indici climatici: l’oscillazione del Nord Atlantico (NAO) che è nota da tempo per influenzare la variabilità climatica nell’emisfero settentrionale e l’anomalia della pressione sull’Europa occidentale (WEPA) lungo le coste atlantiche d’Europa.

I risultati hanno mostrato che tutte le aree costiere hanno registrato un aumento medio delle altezze delle onde in inverno, sebbene questo aumento non sia omogeneo ma varii dai 10 mm l’anno in Scozia ai 5 mm l’anno in Francia ed 1 mm l’anno in Portogallo.

Gli scienziati hanno notato inoltre che le tempeste dell’inverno 2013/14 sulla costa atlantica dell’Europa occidentale sono state le più intense da quando sono iniziate le registrazioni, nel 1948.

Il prof. Gerd Masselink, dell’Università di Plymouth, che guida il gruppo di ricerca sui processi costieri, ha dichiarato: “Se gli inverni estremi, come quello del 2013/14, si ripeteranno con più frequenza e maggiore intensità in futuro, per la costa atlantica dell’Europa occidentale diventerà un serio problema e quindi sarà importante indagare se questi inverni estremi abbiano già acquisito in via definitiva una regolarità e una intensità crescente e ricercare il motivo per cui si verifica questo fenomeno. Se la responsabilità è riconducibile ai cambiamenti climatici indotti dall’uomo, dobbiamo iniziare seriamente a correre ai ripari per la nostra vulnerabilità a questi eventi estremi e adottare sistemi migliori per adattarsi prima possibile ad un clima divenuto più violento”.

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