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Il cervo del Kashmir, ritenuto estinto, sopravvive in Afghanistan

Scritto da Leonardo Debbia il 08.11.2014

Dopo oltre 60 anni dal suo ultimo avvistamento, uno strano cervo dalle zanne da vampiro ha fatto la sua ricomparsa sulle aspre pendici boscose del nord-est dell’Afghanistan, nella provincia del Nuristan, secondo quanto afferma un gruppo di ricerca della Wildlife Conservation Society (WCS), che ha segnalato la presenza di questa specie di cervide.

Moschus_cupreus

La specie è nota come cervo muschiato o mosco del Kashmir (Moschus cupreus) – una delle sette specie simili che si trovano in Asia – e il suo ultimo avvistamento documentato nel Nuristan, effettuato da un gruppo di zoologi danesi, risale – nientemeno – che al 1948.

La notizia è apparsa sulla rivista Oryx il 22 ottobre scorso.

Gli autori della ricerca e del relativo servizio sono Stephane Ostrowski e Peter Zahler, della Wildlife Conservation Society, che lo hanno avvistato assieme ai colleghi Haqiq Rahmani (della School of Geography presso Università di Leeds), Jan Mohammad Ali e Rita Ali (Distretto di Waygal, nel Nuristan).

La specie è classificata come ‘in pericolo d’estinzione’ nella Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) a causa della perdita dell’habitat e del bracconaggio. Le sue ghiandole odorifere sono, infatti, ricercate dai trafficanti di fauna selvatica e dai bracconieri e sono considerate più preziose dell’oro, valutate come sono, fino a 45mila dollari americani al chilogrammo, al mercato nero.

Si conosce pochissimo dell’etologia di questi animali, ma si presume che le zanne a sciabola siano utilizzate dal maschio per la competizione durante la stagione degli amori.

Il gruppo di ricerca ha registrato cinque avvistamenti, tra cui un maschio solitario nella stessa area in tre occasioni, una femmina in compagnia di un piccolo e una femmina solitaria.

Tutti gli avvistamenti sono avvenuti su ripidi affioramenti rocciosi, intervallati da prati alpini e radi alti cespugli di ginepro e rododendro.

A parere del team, è stato alquanto difficile individuare questi cervi, che apparivano diffidenti e impauriti. Visto il comportamento, non si è neppure insistito nel tentare di fotografarne qualche esemplare.

Gli autori auspicano che sarebbe quanto mai opportuno provare a provvedere ad una tutela della specie e del suo habitat, che appare in questo momento fortemente compromesso.

Anche se il deterioramento delle condizioni di sicurezza nel Nuristan non hanno consentito alle Organizzazioni non governative di rimanere nella regione dopo il 2010, la Wildlife Conservation Society mantiene i contatti con la gente del posto, che è stata preventivamente addestrata, ripromettendosi di proseguire nell’opera di ricerca e di protezione degli ecosistemi nel Nuristan quando migliorerà la situazione generale del Paese.

“Il cervo muschiato è uno dei tesori della biosfera in Afghanistan”, commenta il co-autore della ricerca Peter Zahler, che è anche vicedirettore del Programma Asia della WCS. “Questa specie, assieme al leopardo delle nevi, è un patrimonio di questa nazione, ora in difficoltà. Noi speriamo che le condizioni si stabilizzino per permettere agli afgani e agli specialisti, la conservazione di queste specie”.

 

 

Leonardo Debbia

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