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Fiocco rosa in Maremma: 63 tartarughe marine prendono il largo

Scritto da Claudia Biliotti il 22.09.2015

Un evento unico nel suo genere, trovarsi faccia a faccia con i primi passi di una tartaruga marina nella provincia di Grosseto. Unico ma non impossibile.

E’ capitato ad alcuni turisti che Domenica 6 settembre durante una passeggiata mattutina, hanno assistito esterrefatti al miracolo della natura. Il nido, appartenente alla specie Caretta caretta, la tartaruga marina più comune nel Mar Mediterraneo, era situato presso la spiaggia di Giannella, tra la struttura balneare Orbetello Camping Villanie e Tuscany Bay, nel comune di Orbetello.

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Dal momento del ritrovamento, sono state viste e contate ben 35 tartarughine, che hanno preso il largo sotto lo sguardo attento degli spettatori sempre più meravigliati.

Prontamente alla scoperta, sono stati avvisati gli enti preposti al monitoraggio appartenenti alla rete coordinata della Regione Toscana-Osservatorio toscano dei cetacei e tartarughe marine (OTC), tra cui il Centro Recupero Tartarughe Marine del Club subacqueo grossetano (CRTM). Da subito è stato allestito un presidio di sorveglianza del nido h 24, come previsto dal protocollo tecnico internazionale. La schiusa delle uova di tartaruga marina, infatti, è un passaggio molto delicato, si pensi che le piccole tartarughe devono percorrere un breve “corridoio” sulla spiaggia per arrivare al mare e spesso il momento della schiusa si completa nell’arco di più giorni.

Le associazioni e gli enti preposti hanno monitorato il nido per 72 ore dal ritrovamento, dopodiché, secondo i protocolli ed i metodi elaborati da Centri di recupero specializzati (CRTM dell’Asinara e dal CTRM di Lampedusa), il personale tecnico presente ha iniziato le operazioni di scavo del nido, procedura necessaria per verificare se vi fosse qualche esemplare che non era riuscito ad uscire e per stimare il successo della schiusa.

La natura, però, non smette mai di meravigliarci. Così dopo aver scavato solamente i primi 30 cm di sabbia (profondità a cui iniziava la camera del nido), una tartarughina ha fatto la sua comparsa, ancora viva e vegeta e con una gran voglia di arrivare al mare. Dopo averla avviata verso il mare, la tartarughina ha preso il largo tra gli incoraggiamenti e gli auguri dei presenti.

Continuando a scavare sono stati rinvenuti diversi gusci e delle uova intere.

Ma un’altra sorpresa attendeva i ricercatori: a 40 cm di profondità sono apparse altre due tartarughine vive!

“Nel loro caso però abbiamo fatto una scelta diversa per la liberazione” – dichiara la Dr.ssa Letizia Poggioni, Centro di recupero Tartarughe marine del Club subacqueo grossetano- “ i due piccoli esemplari non potevano essere liberati subito, poiché il sole era troppo alto ed il mare era diventato molto mosso, rischiavano di non farcela a superare la barriera d’urto dell’onda.”.

Così le due ultime superstiti hanno percorso il “corridoio” dal nido al bagno asciuga e poi sono state accompagnate in mare oltre il frangente delle onde. Questo gesto di imprinting sul territorio permetterà alla tartaruga, una volta adulta, di riconoscere il luogo di nascita e sceglierlo un domani come luogo di deposizione delle proprie uova.

La camera del nido della Giannella finiva ad una profondità di circa 50 cm: oltre alle tre tartarughine, sono state trovate 9 uova non schiuse e 63 gusci vuoti, a significare che molte tartarughe avevano già preso il largo ancora prima del rinvenimento del nido.

In totale il nido conteneva 72 uova deposte con un successo di schiusa dell’87%, risultato veramente importante, visto che mediamente un nido di Caretta caretta ha un successo di schiusa intorno all’80% .

“L’evento di Giannella, a due anni dalla schiusa del nido ritrovato a Scarlino, ci ha dato un segnale positivo: le spiagge della Maremma grossetana sono sito di nidificazione della Caretta caretta” – interviene la Dr.ssa Luana Papetti, Centro di recupero Tartarughe marine del Club subacqueo grossetano –“In letteratura non si contano molte altre segnalazioni di nidi nella nostra zona, ma la schiusa di questi due è sicuramente indicativa. Adesso più che mai si vede la necessità di creare una rete di monitoraggio diffusa su tutta la costa maremmana, durante il periodo di nidificazione (da maggio ad agosto) per poter agire subito sulla protezione del nido fin dal momento della sua deposizione.”

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Il Centro di recupero Tartarughe marine del Club subacqueo grossetano, invita quindi tutte le associazioni e gli enti predisposti alla tutela ambientale ed alla salvaguardia della biodiversità ad una campagna di informazione e sensibilizzazione: l’intervento tempestivo di personale qualificato durante una schiusa può garantire l’arrivo al mare di un numero maggiore di esemplari.

“Per noi del CRTM di Grosseto”- conclude il Presidente Fabio Biagini –“ questa esperienza apporta un arricchimento notevole ed una svolta nell’acquisizione di quella competenza determinante per la nostra attività di protezione e tutela della tartaruga marina comune Caretta caretta. Si ringrazia per la collaborazione tutti coloro che hanno partecipato come volontari, oltre al personale tecnico, con i quali siamo riusciti nel monitoraggio e nell’assistenza di questa nascita, inconsueta e straordinaria al tempo stesso”.

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