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Uno dei più vecchi abitanti d’Europa

Scritto da Leonardo Debbia il 22.08.2016

Un pino bosniaco (Pinus heldreichii), cresciuto sugli altipiani del Nord della Grecia, è stato identificato come il più vecchio organismo europeo ancora in vita.

Con l’ausilio della dendrocronologia, ossia l’esame e il conteggio degli anelli di accrescimento del tronco nel tempo, la sua età è stata stimata in ben 1075 anni.

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Il pino bosniaco Adonis, 1075 anni di età, che si erge nelle foreste alpine delle montagne del Pindo, in Grecia (crediti: Oliver Konter, Mainz)

Protagonisti della scoperta sono gli scienziati di un pool internazionale, formato da membri delle Università di Stoccolma (Svezia), di Mainz (Germania) e dell’Arizona (USA).

“E’ piuttosto singolare che questo organismo vivente, un vegetale grande e complesso, sia sopravvissuto così a lungo in un ambiente tanto inospitale come la regione in cui è stato individuato. Questa zona montana è stata civilizzata per oltre 3000 anni”, afferma Paul J. Krusic, lo specialista svedese in dendrocronologia, capo della spedizione che ha trovato l’albero tra una dozzina di alberi millenari, situati in una foresta alpina d’alta montagna sulla catena del Pindo, nella Grecia settentrionale.

“Molti anni fa lessi una tesi su questa foresta greca particolarmente interessante”, aggiunge lo studioso. “Con la nostra ricerca, noi tentiamo, attraverso l’analisi di cronologie molto lunghe, di ricostruire la storia dei climi del passato. Così, trovare oggi ancora in vita alberi di età tanto avanzata è una forte motivazione che facilita notevolmente il nostro lavoro”.

“Per stimare l’età dell’albero”- spiega Krusic – “è necessario cercare di raggiungere il nucleo del tronco. Partendo dall’esterno verso l’interno, si debbono così contare gli anelli di accrescimento annuali fino al centro del tronco. Nell’albero in questione abbiamo attraversato la corteccia fino al centro per un metro di raggio, contando 1075 anelli annuali”.

Gli scienziati sperano che le variazioni annuali degli anelli di alberi come questi, confrontati con tronchi caduti nei secoli passati, forniscano una storia accurata delle condizioni climatiche e ambientali dei secoli trascorsi.

In considerazione del luogo dove è stato rinvenuto l’albero e della sua veneranda età, gli studiosi hanno pensato bene di assegnargli il nome di ‘Adonis’, il dio che la mitologia greca riteneva preposto all’amore e alla bellezza.

“Nel contesto della civiltà occidentale, fa una certa impressione pensare alla quantità degli eventi della storia umana che si è svolta attorno a quest’albero”, medita Krusic. “Nel tempo, si sono succeduti vari imperi, dal bizantino all’ottomano e migliaia di persone hanno vissuto in questa regione. Molti eventi avrebbero potuto determinarne la scomparsa; e invece, l’albero è rimasto indenne, sostanzialmente intatto per più di mille anni”.

Per curiosità, proviamo a ripercorrere alcune tappe della storia, concomitanti con la crescita dell’albero.

Anno 941 – Adonis è una piantina, mentre l’Impero bizantino è al suo apice. Da Nord, i Vichinghi raggiungono il Mar Nero;

1041 – Adonis compie cento anni. In Cina viene inventata la polvere da sparo;

1191 – Adonis ha 250 anni, mentre si svolge la terza crociata in Terra Santa;

1441 – Adonis ha 500 anni. L’Impero ottomano conquista la Grecia. Molti studiosi greci si rifugiano in Europa, influenzando la nascita del Rinascimento. Nasce la stampa;

1691 – Adonis ha 750 anni. Isaac Newton formula le leggi sulla gravitazione universale.

Tè e caffè vengono introdotti in Europa;

1941 – Adonis compie 1000 anni. E’ in corso la seconda guerra mondiale. La Grecia è occupata dalla Germania nazista.

Il gruppo di alberi millenari è stato scoperto durante le spedizioni di ricerca svolte dal Navarino Environment Observatory (NEO), una collaborazione tra le Università di Stoccolma, l’Accademia di Atene e TEMES SA che studia il cambiamento climatico e il suo impatto sull’ambiente e sugli esseri umani nel Mediterraneo.

Una postilla necessaria (12 Ottobre 2016)

Questo articolo è stato pubblicato con altro titolo da Gaianews.it alla fine dello scorso agosto, sulla base di uno studio di tre prestigiose Università: Stoccolma (Svezia), Mainz (Germania) e Arizona (USA).

Il dottor Valido Capodarca di Fermo, esperto italiano di alberi monumentali, ci segnala con garbo l’inesattezza dell’articolo, per cui una rettifica appare doverosa.

In Europa, anzi in Italia per la precisione, esistono alberi che sono di gran lunga più vecchi del pino bosniaco ‘Adonis’.

L’ulivo di Luras, in Sardegna, ha ben 4000 anni, età determinata dall’Università di Sassari.

In un vecchio cimitero gallese, a Defynnog, vicino Sennybridge, secondo un altro esperto britannico, è tuttora in piedi un tasso che ha più di 5000 anni.

Che dire? Il titolo di abitante più vecchio del Vecchio Mondo rimane ancora in palio.

Nell’attesa che qualche altro studio definisca la questione, da parte nostra possiamo solo concludere che ‘Adonis’, pur non essendo il più vecchio, di sicuro può considerarsi comunque uno tra i più vecchi esseri viventi d’Europa.

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