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Scoperto antico tumore trasmissibile dei cani, ha 11 mila anni

La malattia trasmissibile è simile al tumore facciale che sta sterminando la popolazione di Diavoli della Tasmania

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 26.01.2014

Un cancro a trasmissione sessuale che si diffonde da cane a cane è stato datato a circa 11 mila anni, secondo una recente analisi del genoma tumorale. Alla scoperta hanno partecipato anche i ricercatori italiani Gabriele Marino, dell’università di Messina, e Ariberto Fassati, dell’University College London. Ora si cerca un rimedio per il tumore facciale del Diavolo della Tasmania.

cane

Gli scienziati hanno osservato che le firme genetiche del cancro conosciuto come tumore canino venereo trasmissibile (CTVT) – ancora conserva le tracce genetiche del suo primo ospite. Questo ha permesso di fornire ai ricercatori il genoma di uno dei primi animali domestici, oltre che permettere una maggiore comprensione di come un cancro può evolversi su tali periodi di tempo.

Già nel 2006 i ricercatori scoprirono che, a differenza della maggior parte dei tumori, il CTVT non deriva da mutazioni in un singolo animale, ma anzi si diffonde da cane a cane, soprattutto tra le popolazioni di cani selvatici in climi tropicali.

Durante l’accoppiamento tra cani, le cellule tumorali passano da un animale all’altro, dove iniziano a formare un nuovo tumore, spesso sui genitali. Nella maggior parte dei casi, la chemioterapia è efficace.

I ricercatori sperano, comprendendo meglio l’evoluzione del tumore, di riuscire a trovare presto un rimedio per un altro cancro trasmissibile, quello del Diavolo della Tasmania, un marsupiale carnivoro che vive in Tasmania, e che è in grave pericolo a causa del tumore facciale trasmissibile che lo sta decimando.

Si tratta del DFTD, che sta devastando i diavoli della Tasmania e si trasmette quando gli aggressivi animali si mordono a vicenda. La malattia uccide i Diavoli della Tasmania in pochi mesi e ha causato una diminuzione della popolazione del 70%. La ricerca sul tumore trasmissibile nei cani, sperano gli scienziati, potrebbe portare a nuovi metodi per fermare o rallentare la diffusione del DFTD.

La genetista Elizabeth Murchison dell’Università di Cambridge, nel Regno Unito, autrice principale della ricerca, ha riuscita a risalire alla nascita del CTVT e ha analizzato per questo genomi del tumore prelevati in cani in Australia e Brasile. Rispetto al normale genoma dei cani,  il genoma del cancro contiene più di 2 milioni di mutazioni, più di ogni cancro umano oggi noto.

Grazie all’enorme numero di mutazioni e alla regola empirica che le mutazioni avvengono ad un preciso tasso nel corso del tempo, la scienziata è riuscita a risalire all’età approssimativa in cui il tumore deve essere apparso, 11368 anni fa.

Ma non solo: i ricercatori hanno anche scoperto che l’animale doveva probabilmente avere pelo scuro e corto, e assomigliare all’Alaskan Malamute di oggi. Inoltre il genoma del primo ospite ha mostrato evidenti segni di consanguineità, un potenziale indizio delle ragioni della nascita del tumore.

Una popolazione molto limitata e con frequenti accoppiamenti tra individui consanguinei potrebbe essere stata un terreno fertile per la nascita di un cancro trasmissibile.

La maggior parte dei tumori non si diffondono tra gli individui, perché il sistema immunitario del potenziale destinatario rileva le cellule tumorali estranee e le uccide. Nelle popolazioni consanguinee, in cui gli individui sono molto più simili geneticamente, il cancro può diventare trasmissibile. Una volta che il tumore si è evoluto all’interno di più ospiti simili geneticamente, ipotizzano i ricercatori, c’è stato il secondo salto evolutivo della malattia, ossia una serie di mutazioni genetiche che gli hanno permesso di prosperare anche in una popolazione di non consanguinei, dice Murchison. Il tumore probabilmente non si è diffuso da una popolazione isolata al resto del mondo fino a circa 500 anni fa, secondo quello che il suo team ha scoperto.

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