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Monitoraggio satellitare: uno strumento contro l’inquinamento atmosferico in Cina

Scritto da Leonardo Debbia il 22.01.2014

Sono state rilevate in Cina, per la prima volta dallo spazio, diverse sostanze inquinanti di origine antropica, materiale composto soprattutto di particolato e monossido di carbonio nelle vicinanze del suolo.

Il lavoro è stato svolto da un team di studiosi del LATMOS (Laboratoire Atmosphères, Milieux, Observations Spatiales), del CNRS (Centre National de la recherche scientifique), della UPMC (Université Pierre et Marie Curie) e della UVSQ (Università de Versailles Saint-Quentin), in collaborazione con ricercatori belgi e con il sostegno del CNES (Centre National d’études spatiales), che hanno utilizzato le misurazioni della sonda IASI, a bordo del satellite ‘MetOp’, il satellite meteorologico polare europeo.

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Gli innovativi risultati raggiunti, che rappresentano un passo fondamentale verso il controllo e la previsione dell’inquinamento locale e regionale, di notevole entità soprattutto in Cina, sono stati pubblicati sulla rivista online Geophysical Research Letters.

Nonostante gli sforzi del governo cinese per ridurre le emissioni in superficie, la Cina è stata infatti più volte interessata da importanti episodi di inquinamento atmosferico, fatto che è ormai divenuto un importante problema di salute pubblica, dal momento che tale inquinamento provoca, in Cina, più di 300mila morti premature ogni anno.
Nel gennaio del 2013, Pechino ha subìto un episodio di inquinamento senza precedenti, soprattutto a causa del consumo stagionale di carbone e per le condizioni meteorologiche sfavorevoli, che hanno intrappolato gli agenti inquinanti al livello del suolo.
In molte regioni le concentrazioni atmosferiche di particolato (PM) hanno raggiunto valori ritenuti nocivi per la salute umana, superando talvolta la soglia giornaliera raccomandata dall’Organizzazione mondiale della Sanità (25 grammi per metro cubo), con valori che si avvicinavano ai 40 grammi.

Per tenere sotto controllo l’inquinamento locale e regionale, la Cina dispone di una rete di monitoraggio della qualità dell’aria che fornisce di continuo la misurazione di inquinanti-chiave, tra PM, monossido di carbonio (CO) e anidride solforosa (SO2).

Tuttavia, la distribuzione geografica delle stazioni di misurazione è irregolare, il che rende difficile prevedere gli sviluppi degli episodi di inquinamento.
In questo contesto, le osservazioni e le rilevazione satellitari possono rivelarsi estremamente preziose, grazie alla loro eccellente copertura geografica.

Purtroppo, tali misure presentano lo svantaggio di essere rilevabili appieno dai 3 ai 10 chilometri di altitudine, mentre non è facile usare lo stesso mezzo per poter determinare la composizione atmosferica negli strati bassi dell’atmosfera.
I ricercatori hanno dimostrato che, contrariamente alle aspettative, la sonda IASI (Infrared Atmospheric Sound Interferometer) che – si ricorda – è stata messa in orbita nel 2006, è in grado di rilevare le emissioni di inquinanti anche in vicinanza del suolo, purchè siano soddisfatte due condizioni: tempo stabile – fatto che porta all’accumulo al suolo delle sostanze inquinanti – e significativa differenza di temperatura fra il suolo e lo strato d’aria a contatto con la superficie terrestre.

Nel gennaio dello scorso anno, la sonda aveva rilevato e misurato concentrazioni molto elevate di inquinanti di origine antropica, quali CO, SO2, ammoniaca (NH3) e aerosol di solfato di ammonio, oltre che su Pechino, anche sulle città vicine.
Questa ricerca rappresenta un importante passo avanti nel controllo dell’inquinamento dallo spazio. Con il lancio della sonda IASI-B, avvenuto nel settembre 2012, ora diventano due le sonde in grado di raccogliere dati ad infrarossi dallo spazio, e dalla fine del gennaio 2013 è stato quindi raddoppiato anche il numero delle informazioni disponibili.
Questo sistema di monitoraggio, d’ora in poi, dovrebbe consentire una migliore valutazione e conseguentemente dovrebbe dare la possibilità di una migliore gestione della qualità dell’aria.

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