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Piante geneticamente modificate attecchiscono spontaneamente in natura

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 06.08.2010

Colza OGM trovata allo stato selvatico in Dakota. Timori su diffusione incontrollata

Una ricercatrice americana ha trovato piante di colza geneticamente modificata allo stato selvatico in Dakota, USA – ma ancora peggio, ha trovato due varietà diverse di OGM che si erano incrociate per produrre una varietà completamente nuova.

Uno dei cavalli di battaglia più usati dai sostenitori dell’utilizzo delle piante geneticamente modificate è sempre stato che queste, rilasciate nell’ambiente, non sarebbero in grado di attecchire e di sopraffare le varietà autoctone.

Oggi sappiamo che non è vero. Cynthia Sagers, un ecologo dell’Università di Arkansas, ha presentato i suoi risultati alla riunione annuale della nona Ecological Society of America. Sagers ha detto che i suoi risultati hanno mostrato una mancanza di “controllo adeguato” sulla semina di piante geneticamente modificate negli Stati Uniti, ha riferito la rivista Nature. Sagers ha aggiunto che “la portata della fuga è senza precedenti”.

Il sito NPR ha riferito che tutte le varietà di colza OGM che Sagers e la sua squadra hanno trovato allo stato selvatico nel Dakota sono state tutte modificate per resistere agli erbicidi “Roundup” della Monsanto, ma almeno due diverse varietà di OGM si sono unite per produrre una terza varietà.

“Quello che abbiamo dimostrato in questo studio è una fuga su larga scala di una coltura geneticamente modificata negli Stati Uniti”.

La maggior parte delle piante geneticamente modificate di canola (una varietà di colza) sono state raccolte da Sagers e dalla sua squadra durante un viaggio attraverso 5.400 chilometri di strade del Dakota.

La sua relazione si conclude che “… queste osservazioni indicano che in ambiente selvatico le popolazioni sono in grado di riprodursi, ed è la prima volta che negli Stati Uniti accade che popolazioni di organismi geneticamente modificati vengono scoperte allo stato selvatico. Come tali, queste osservazioni hanno importanti implicazioni per l’ecologia e la gestione delle specie autoctone e delle erbe infestanti, così come per la gestione dei prodotti biotech negli Stati Uniti”.

Monsanto ha minimizzato la scoperta, dicendo a Nature che “coloro che hanno familiarità con la canola sanno che queste piante sono facili da trovare sui bordi della strada e nelle zone vicino ai campi degli agricoltori. Questo era vero anche prima dell’introduzione di canola OGM, ed è probabile che alcuni semi siano stati dispersi nell’ambiente durante la raccolta o siano caduti da un camion durante il trasporto”.

Tuttavia, la BBC ha detto che Sagers e il suo team avrebbero raccolto campioni di canola da cimiteri, stazioni di benzina, campi di calcio, negozi di alimentari e dai bordi delle strade.

NPR ha parlato con il ricercatore inglese Mike Wilkinson, che ha minimizzato dicendo: “Non vorrei perdere il sonno per questa notizia. E’ molto difficile per una di queste varietà riesca a guadagnare un gran vantaggio negli habitat in cui si trova”.

BBC ha detto che i ricercatori si aspettavano che esemplari di piante OGM potessero “imparare” a riprodursi autonomamente. Le piante che sopravvivono alla prima semina sono chiamate “volontari”. A dispetto di questo fatto, gli scienziati pensano che l’unico problema posto dalla colza OGM selvatica sia il suo controllo come pianta infestante, visto che è resistente all’erbicida Roundup della Monsanto – cosa che comunque crea qualche problema in termini di  aumento di lavoro e di spese per gli agricoltori nel tentativo di tenere lontana la canola OGM dalle proprie colture.

Alcuni attivisti ambientali, tuttavia, sono preoccupati per la scoperta di Sagers. Raggiunto via e-mail venerdì, Eric Darier, direttore di Greenpeace in Quebec, ha detto: “15 anni fa, coloro che si opponevano alla diffusione di coltura OGM nell’ambiente nutrivano preoccupazioni circa la contaminazione degli ecosistemi. Questo è ciò che sta accadendo ora! Poiché non vi sono studi approfonditi e indipendenti sull’impatto, è difficile conoscere le conseguenze non intenzionali che questa contaminazione genetica avrà sugli ecosistemi e sulla biodiversità. Con il tempo abbiamo scoperto che potrebbe essere troppo tardi.”

Monsanto non ha negato il problema del “superinfestante”, riconoscendo tuttavia che le erbe infestanti resistenti agli erbicidi sono un problema crescente per gli agricoltori. Nonostante questo, la società consiglia di utilizzare ancora il suo erbicida come un componente chiave nel controllo degli infestanti nei campi.

I “superinfestanti” si creano quando le piante geneticamente modificate si incrociano con piante geneticamente modificate della stessa specie, attuando un trasferimento di geni e creando ceppi resistenti agli erbicidi, che successivamente diventano fattori nocivi per gli agricoltori, soffocando i raccolti. I superinfestanti nascono anche quando erbacce sopravvivono alle applicazioni di erbicidi e quindi trasmettono i geni alla discendenza tramite l’adattamento.

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  • Rolando Martins scrive:

    Se si chiama Cynthia è una ECOLOGA femmina, e non un ECOLOGO maschio. Questo vezzo italiano di usare, non si sa perché, il maschile con le donne (il Ministro Caterina Taldeitali…il cardiologo Rossella De Infartis… il Cancelliere Angela Merkel…) è ridicolo. In spagnolo e in
    portoghese, ad esempio, si usa regolarmente il femminile: a Ministra Fulana… a Advogada de Tal…a Doutora Sicrana…
    Altro argomento: della MONSANTO americana, meglio non parlarne. Sono degli autentici delinquenti, e per danaro cercano di imporre al mondo intero con la forza (come in Irak) o per via diplomatica, l’acquisto e l’uso delle loro sementi GM (Geneticamente Modificate), bnché pericolosissime, e la conseguente contaminazione dei cibi. Basti dire che dalla WikiLeaks si è appreso che giorni fa l’ambasciatore americano in Vaticano ha insistito affinché persino il Papa se ne rendesse promotore, trattandosi, a suo dire, di « un imperativo morale »….