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Raffreddamento delle temperature dovuto a all’inquinamento da particolato

Scritto da Chiara Cichero il 27.04.2012

Cambiamenti nella temperatura dell'aria dal 1930 al 199 - dati NASA

I climatologi dell’ Harvard School of Engineering and Applied Sciences (SEAS) hanno scoperto che l’inquinamento del 20° secolo ha provocato  un “warmig hole” (letteralmente buco caldo) sugli Stati Uniti orientali – vale a dire un Patch freddo in cui gli effetti del riscaldamento globale sono stati temporaneamente oscurati.
I gas a effetto serra come l’anidride carbonica e il metano riscaldano la superficie terrestre, mentre l’inquinamento particolato può avere l’effetto contrario in determinate aree geografiche. “Quello che abbiamo dimostrato è che l’inquinamento particolato negli Stati Uniti orientali ha ritardato il riscaldamento previsto causato dai gas serra”, racconta l’autore Eric Leibensperger.
“Per proteggere la salute umana e ridurre le piogge acide, ora dobbiamo ridurre le emissioni dell’ inquinamento da particolato”.
Questo studio è stato pubblicato sulla rivista Atmospheric Chemistry and Physics ed è un vero e proprio quadro completo dei processi che influenzano il cambiamento climatico regionale. Il lavoro comporta significative implicazioni per le previsioni climatiche future nelle nazioni industriali, come la Cina, che non hanno ancora implementato norme di qualità dell’aria.

Rispetto ai gas a effetto serra,l’ inquinamento da polveri ha una durata molto breve (circa 1 settimana) e  la sua distribuzione sulla Terra non è uniforme. “Le particelle dell’inquinamento particolato riflettono la luce solare in arrivo tanto da provocare un effetto di raffreddamento sulla  superficie terrestre”. Questo effetto è conosciuto solo da qualche tempo. I ricercatori hanno scoperto che le interazioni tra le nuvole e le particelle in questione, amplificano l’effetto di  raffreddamento.

L’analisi dei ricercatori si basa sui dati dell’inquinamento prodotti da GEOS-Chem, modello sviluppato ad Harvard  attraverso una serie dettagliata di aggiornamento dei dati. I dati provengono dalla NASA Goddard Institute for Space Studies. Nel  20esimo secolo, le temperature medie globali sono aumentate di circa 0,8 gradi Celsius dal 1906 al 2005. Solamente negli Stati Uniti, nell’area del “warming hole”, le temperature sono diminuite di  più di 1 grado Celsius durante il periodo che va dal 1930 al 1990.
“Nessuno sta suggerendo che dovremmo smettere di cercare di ottenere un miglioramento della qualità dell’aria, ma è importante capirne le conseguenze”, sostiene Mickley .La ricerca è stata sostenuta dall’ Electric Power Research Institute (EPRI) e dalla US Environmental Protection Agency (EPA).
Sia EPRI che l’EPA ancora devono approvare ufficialmente i risultati.
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