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Riscaldamento globale: il ruolo della crescita economica

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 02.05.2012

Riscaldamento globale
Uno studio dell’Università del Michigan ha esaminato l’evoluzione della quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, che dalla stragrande maggioranza del consesso scientifico viene considerata come la causa principale del riscladamento globale, in relazione al PIL mondiale.
Il risultato che emerge è che per rallentare il riscaldamento globale, sarebbe necessario mettere un freno alla crescita economica oppure trasformare le economie del mondo.

Lo studio, condotto da José Tapia Granados e Ionides Edward della UM e Óscar Carpintero dell’Università di Valladolid in Spagna, è stato pubblicato sulla rivista Environmental Science and Policy.

Lo studio per la prima volta analizza le fluttuazioni del gas piuttosto che la quantità: in questo modo le stime risultano più precise.

“Se le condizioni attuali continueranno, saranno necessarie contrazioni economiche della dimensione della Grande Recessione o anche più grandi per ridurre i livelli atmosferici di CO2”, ha detto Tapia Granados, che è ricercatore presso l’Istituto per la Ricerca Sociale (ISR) dell’Università .

Per lo studio, i ricercatori hanno valutato l’impatto delle le variazioni anno per anno nelle concentrazioni atmosferiche di CO2, considerata unanimemente il più importante gas serra. Questi fattori includono due fenomeni naturali che sembrano colpire i livelli di CO2: le eruzioni vulcaniche e la El Niño Southern Oscillation, e anche la popolazione mondiale e l’economia globale, misurata dal prodotto interno lordo.

Tapia Granados e colleghi non hanno trovato alcuna relazione osservabile tra la crescita della popolazione mondiale e le concentrazioni di CO2, e hanno scoperto che gli episodi di attività vulcanica hanno coinciso con le recessioni globali; questo mette in discussione le riduzioni di CO2 atmosferica in precedenza attribuite a queste eruzioni vulcaniche.

In anni di aumento del PIL mondiale, dal 1958 al 2010, i ricercatori hanno trovato maggiori aumenti della concentrazioni di CO2. Se il PIL mondiale si discosta dal trand di un trilione di dollari, i livelli di CO2 si discostano dal trend di circa la metà di una parte per milione (ppm). Si stima che le concentrazioni di CO2 siano state tra i 200-300 ppm durante i periodi preindustriali. Attualmente sono vicino a 400 ppm, e circa 300 ppm è considerato una valore sicuro per mantenere un clima stabile.

Tapia Granados afferma che per rompere le abitudini economiche che contribuiscono ad un aumento dei livelli di CO2 nell’atmosfera e al riscaldamento globale, le società di tutto il mondo avrebbero bisogno di fare enormi cambiamenti.

“Dal 1980, gli scienziati come James Hansen ci hanno messo in guardia sugli effetti che il riscaldamento globale avrà sulla terra”, ha detto Tapia Granados. “Una soluzione promettente sembra essere quella della carbon tax applicata su qualsiasi attività di produzione di CO2 al fine di creare incentivi per ridurre le emissioni.”

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