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Scioglimento ghiacci Kilimangiaro dovuto in parte a disboscamento, dicono esperti

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.09.2010

Kilimangiaro - Fonte wikipediaLo scioglimento del manto nevoso e dei ghiacciai del Kilimangiaro, l’unica montagna africana con ghiacci perenni, sarebbe spiegabile in parte a causa del disboscamento lungo le sue falde, che aumenta la temperatura dell’aria che, risalendo lungo i canali della montagna, fa sciogliere i suoi ghiacci.

Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai della montagna africana ha destato molta preoccupazione negli ultimi decenni, ed è stato uno degli esempi più spesso citati (magari a sproposito) dagli ambientalisti per rendere palesi le conseguenze del cambiamento climatico dovuto all’attività umana sul pianeta. Famosa e molto discussa è la scena del documentario Una scomoda verità del premio Nobel per la Pace Al Gore, in cui l’ex presidente degli Stati Uniti, sulla cima del Kilimangiaro, incolpa il cambiamento climatico per la perdita di estensione dei ghiacci della montagna. Già allora alcuni scienziati criticarono l’illazione, che prendeva per vere alcune ipotesi scientifiche che andavano verificate. Ma probabilmente i tempi cinematografici non sono gli stessi di quelli delle ricerche scientifiche.

Gli anni sono passati e finalmente sono arrivati anche gli scienziati, che dopo 4 anni di studi, dal 2004 al 2008, e 2 di revisione hanno finalmente reso note alcune anticipazioni di una ricerca sul fenomeno.

I ghiacci sulla vetta del Kilimangiaro sono diminuiti del 15% dal 1912, e le cause sono sia il riscaldamento che si sta registrando a livello globale sia altri fattori, come ad esempio l’aria più secca e le conseguenti riduzioni di precipitazioni nevose, che dovrebbero rimpinguare le riserve di ghiaccio e riflettere le radiazioni luminose.

Ora Nicholas Pepin, dell’Università di Portsmouth, nel Regno Unito e alcuni colleghi dicono che la deforestazione potrebbe avere un ruolo in tutto ciò. Da settembre del 2004 a luglio del 2008 il team ha misurato l’umidità e le temperature a 10 diverse altitudini lungo i pendii della montagna. Queste misurazioni hanno rivelato che durante il giorno si genera una corrente di aria calda che risale lungo la montagna (la ricerca è pubblicata sul giornale Global and Planetary Change).

Gli alberi giocano un ruolo importante in questo fenomeno, fornendo acqua in forma di vapore, che viene rilasciato nell’aria attraverso la traspirazione. Pepin suggerisce che la deforestazione alle pendici della montagna negli ultimi decenni ha ridotto l’apporto di aria umida, riducendo le precipitazioni e, in ultimo, la quantità di ghiaccio sulla cima.

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