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E-waste: è allarme per lo smaltimento di rifiuti elettronici

Siamo pronti per smaltire l'enorme quantità di rifiuti elettronici che andranno fuori uso entro il 2025?

Scritto da Elisa Corbi il 04.06.2014

I vantaggi dell’era digitale sono innegabili, ma gli effetti legati alla rivoluzione informatica fanno discutere  molto. Mentre il mondo continua a svilupparsi, anche la tecnologia avanza a passi da gigante: personal computer, computer portatili e telefoni cellulari sono sempre più comuni, e il riciclaggio e lo smaltimento di tali dispositivi sta diventando un problema di enormi proporzioni. E’ quanto affermato da una nuova ricerca pubblicata sull’International Journal of Environmental Technology and Management.

rifiuti elettronici

I ricercatori della PEC University of Technology, Chandigarh, e del Surya World Technical Campus , Punjab, hanno stimato il potenziale numero di computer e notebook e la quantità dei vari componenti tossici che verrà generato da questi dispositivi nel corso dei prossimi dieci-quindici anni in India .

Secondo la ricerca entro il 2020 la capacità di riciclaggio dovrà essere in grado di far fronte a più di un miliardo di PC. E rileva inoltre che ci saranno 126 milioni di computer da tavolo e 900 milioni di notebook che non andranno oltre la loro aspettativa di vita, cioè  il 2025.

“I risultati aiuteranno le autorità di gestione dei rifiuti nella pianificazione di infrastrutture e attrezzature adeguate per la movimentazione, il riciclaggio e lo smaltimento di tali rifiuti pericolosi”, dice il gruppo. “Queste analisi  infatti non affrontano la distribuzione di computer obsoleti per le opzioni di riutilizzo, di riciclaggio né il loro tempo di conservazione e tutto ciò sarà una questione importante da risolvere in futuro.”

I rifiuti elettronici o e-waste (nome collettivo per i dispositivi elettronici scartati) rappresentano un problema crescente in tutto il mondo poichè gli utenti e le aziende si aggiornano continuamente con attrezzature informatiche ed altri dispositivi del genere. Negli e-waste  rientrano anche apparecchi per le telecomunicazioni, elettrodomestici, televisori e le apparecchiature elettromedicali.

I prodotti elettronici, sono composti da centinaia di materiali tossici tra cui arsenico, cadmio, piombo, mercurio e diverse materie plastiche e polimeri che possono  degradare in composti nocivi. Ad esempio un monitor del computer può contenere oltre il 6% di piombo, principalmente nel vetro e nei tubi a raggi catodici CRT. Proviamo dunque ad immaginare i danni provocati da un monitor schiacciato sul terreno in una discarica. Per la salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente dunque c’ è urgente bisogno di gestire la problematica degli  e-waste: partendo da una loro corretta raccolta per arrivare al trattamento e al recupero, si risparmierà infatti in termini di produzione di energetica e di minor inquinamento.

In Italia il RAEE, il Sistema nazionale di gestione di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, è attivo ormai da 6 anni. Nonostante la buona attività e la grande quantità di rifiuti raccolti ogni anno, va detto che in Italia persiste il furto di materiali di un certo valore, come il rame, dagli elettrodomestici e dai rifiuti elettronici. Ma questo purtroppo implica il non corretto smaltimento dei rifiuti e il conseguente inquinamento dell’ambiente.

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