La nave danese Ark Futura è giunta all’alba nel porto di Gioia Tauro con le sue 570 tonnellate di sostanze chimiche che dovranno essere distrutte attraverso un processo di idrolisi in acque internazionale. Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha scritto su twitter: “A Gioia Tauro per trasbordo armi chimiche. Orgogliosi contributo Italia a sicurezza internazionale, operazione trasparente e sicura per l’ambiente”.
Ark Futura è arrivata a Gioia Tauro all’alba. Dalle 10 si stanno trasbordando gli 80 container. Attraverso un carrello saranno collocati sulla nave americana Cape Ray. La nave si recherà in acque internazionali dove, attraverso un processo di idrolisi, sarà abbassata la nocività delle armi. Le operazioni di trasbordo dureranno fra le 10 e le 24 ore.

Armi siriane a Gioia Tauro: la centrale operativa
I lavori sono controllati dal centro di monitoraggio permanente coordinato dal prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino e composto dal commissario straordinario del Comune di Gioia Tauro, i sindaci di Rosarno e San Ferdinando, i vertici delle forze dell’ordine provinciali, la vicepresidente della Regione Calabria, il presidente della Provincia di Reggio Calabria e altri rappresentanti istituzionali. Parteciperanno anche gli esperti dell’Arpacal e dell’Ispra, oltre che esponenti del ministero degli Esteri e della Marina Militare. Con loro anche il ministro Gian Luca Galletti, a breve si recherà nel porto di Gioia Tauro per seguire da vicino le operazioni di trasbordo.
La nave americana, a trasbordo ultimato, si recherà in acque internazionali dove grazie ad un processo di idrolisi con impianto a ciclo chiuso, senza rilascio in mare di effluenti, saranno trattati gli agenti chimici fra cui iprite e precursori del sarin. Il prodotto dell’idrolisi sarà poi distrutto in impianti di trattamento inglesi e tedeschi.
Nel biennio 2012-2013 nelle banchine del porto di Gioia Tauro sono state trasbordati 3.048 container con sostanze pericolose della stessa classe di quelle provenienti dalla Siria, per un totale di 60.168 tonnellate, riporta TMnews
Sono state messe in atto misure di sicurezza: il porto è chiuso, e così anche lo spazio aereo, un elicottero militare sorvola lo scalo e una fregata della Marina Militare sorveglia le operazioni non lontana dalle due navi.
Ma l’operazione ha destato non poche polemiche.
Il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madaffari, ha ribadito questa mattina entrando in prefettura di essere stato sempre contrario all’operazione: “È stata una decisione imposta dall’alto senza il rispetto della volontà della popolazione. Malgrado abbia fatto ancora richiesta, non so che tipo di sostanze verranno trasbordate” ha dichiarato il sindaco che però ha dato la massima disponibilità.
Ferdinando Laghi, vice presidente dell’Associazione medici per l’Ambiente – Isde Italia e direttore Unità operativa di Medicina interna dell’ospedale di Castrovillari (Cosenza) ha esposto all’AdnKronos Salute le proprie preoccupazioni per la segretezza sul tipo di sostanze che vengono trasbordate in queste ore: “Sepolte nel mare della Calabria ci sono già troppe navi dei veleni. In questo caso specifico poi, il cargo in arrivo nel porto di Gioia Tauro è coperto da segreti militari che ci impediscono di sapere con precisione cosa contiene e quindi l’eventuale pericolo per ambiente o popolazione. Se, come riporta la stampa, ci sono gas letali come il sarin, è necessario mettere in campo tutte le precauzioni per evitare il rischio di dispersione. Le autorità devono alzare il velo di segretezza e dirci cosa c’è nella nave”.
“Le uniche informazioni arrivate alla popolazione e a noi medici – dice Laghi – sono quelle uscite sulla stampa. Non sappiamo, ad esempio, se chi segue le procedure di trasferimento nel porto ha la qualifica e l’esperienza adeguate per farlo e per non correre rischi. Inoltre, la segretezza sul carico ci preclude di conoscere la tipologia di sostanze tossiche e il loro quantitativo. In questa situazione è anche difficile valutare i rischi per la popolazione. Ma soprattutto contribuire a predisporre interventi d’emergenza”.
Ma il Ministro dell’Ambiente Galletti ha risposto: L’operazione ”risponde a tutti i trattati internazionali e sarà un’operazione di routine sul fronte della sicurezza. Sarò sul posto per tranquillizzare la popolazione e per testimoniare l’attenzione del governo. Il trasbordo sarà effettuato in meno di 48 ore”, ha assicurato ancora Galletti.