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BP firma accordo con Russia per trivellazioni nell’artico

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 17.01.2011
Accordo BP-Russia per trivellazioni nell'Artico, nel Mar di Kara

Accordo BP-Russia per trivellazioni nell'Artico, nel Mar di Kara

La BP (British Petroleum), la compagnia petrolifera al centro del disastro ambientale nel Golfo del Messico, torna a far parlare di sé dopo aver reso noto di aver siglato un accordo con la Russia, in particolare con la compagnia Rosneft, per aprire le acque dell’Artico alle trivellazioni.

Gli ambientalisti subito alzano la voce, visto che proprio sulle tecniche di trivellazione in acque profonde la BP inciampò nel Golfo del Messico, quando si creò una falla che la compagnia faticò a gestire con le strumentazioni tecniche a sua disposizione. Amici della Terra, Greenpeace e WWF fanno sapere che sono contrarie alle esplorazioni petrolifere e del gas nel mare di Kara a nord della Siberia.

Sarà difficile fermare l’accordo per gli ambientalisti, in quanto l’opinione pubblica russa è fortemente controllata dal governo e i russi sono in cerca di un nuovo posto nel mondo, dopo il crollo dell’impero sovietico e la perdita di molta dell’egemonia economica e strategica Sul piatto dell’accordo, uno scambio di azioni che vale otto miliardi di dollari, di certo un’occasione ghiotta per BP dopo il disastro, questa volta economico, che l’incidente a largo della Louisiana ha significato.

Tuttavia, gli ambientalisti non si lasciano intimorire e, temendo che si possa verificare un nuovo disastro ecologico, annunciano che l’Artico diventerà “il nuovo campo di battaglia ambientale”, hanno detto gli attivisti verdi che si propongono di affrontare l’amministratore delegato di Bp, Bob Dudley, che ha sostituito Tony Hayward a capo del colosso energetico.

Dal fronte politico,  gli incentivi fiscali che il primo ministro (ed ex presidente russo) Vladimir Putin ha promesso fanno infuriare Washington, che non vedono di buon occhio la nuova amicizia tra Gran Bretagna e Russia, soprattutto dopo che Obama ha salvato il salvabile per non far fallire la BP dopo l’incidente negli Stati Uniti.

Intanto gli ambientalisti cercano di spostare l’attenzione sul disastro ecologico che un incidente come quello che è avvenuto lo scorso anno nel Golfo del Messico potrebbe causare in un habitat delicato come quello artico, tra l’altro difficilissimo da raggiungere in forze in caso di emergenza. Purtroppo, però, la battaglia per i “verdi” sarà lunga e difficile, visto che l’artico è al centro delle strategie di espansione di tutti i governi che affacciano sul “cappello del mondo”.

BP intanto festeggia in Borsa, con un rialzo di quasi il 2% a Londra.

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