
Nissan Leaf, la prima elettrica a diventare Auto dell'anno
Esce il sondaggio Aci Censis 2010 e subito scopriamo una novità, cresce la mobilità collettiva e sono meno utilizzate le automobili. Infatti si assiste ad un buon 13% di automobili che resta in garage, con un calo di km percorsi in un anno in media di 15.700 (un calo del -3,7%). Gli italiani sono diventati di colpo ambientalisti? Molto più probabili altri fattori, come il crescente costo dei carbutanti o le restrizioni sempre maggiori nei grandi centri abitati.
I costi di gestione delle automobili scendono, con una leggera flessione pari a 3.306€ all’anno (-0,9%). Cresce il costo giornaliero (13€) mentre è stabile quello chilometrico (0,21€). Quindi il calo delle spese è dovuto sostanzialmente al meno uso che ne abbiamo fatto. E questo si riflette anche sul costo del carburante(-5,2%). Si spende meno per l’assicurazione (-7,3%) mentre crescono le spese per il parcheggio (+50%) e le multe (+57%), forse il riflesso della sempre maggiore sete di cassa delle amminsitrazioni locali.
La “seconda scelta” dopo l’automobile sono i tanto bistrattati mezzi pubblici (41,2%), i piedi (34,3), la bici (16,3), lo scooter (15,7) e cresce l’utilizzo mezzi pubblici urbani (+7,9) e extraurbani (+8,2), le due ruote (+9,6) e la bici (+8).
Si osserva insomma una tendenza più sensibile alle problematiche ambientali, o forse dovuta alle sempre più frequenti restrizioni nei centri abitati. Fatto sta che gli italiani usano meno l’automobile e più i mezzi pubblici. Così Gelpi: “Il rapporto ACI-Censis di qualche anno fa presentava gli automobilisti italiani come ‘i forzati’ dell’auto. Ancora oggi l’automobile rimane il mezzo preferito dagli italiani. Lo si utilizza, però, di meno. Accade soprattutto in città, sia perché, seppure lentamente, stanno maturando condizioni più favorevoli, sia perché la difficile congiuntura economica degli ultimi anni ha spinto verso un consumo di mobilità che l’indagine ha definito meno ‘sprecone’.”
Giovani trasgressivi alla guida
C’è anche un’nalisi sui comportamenti degli automobilisti nel rapporto, e i giovani sono stati bacchettati. Il presidente dell’ACI, Enrico Gelpi, ha detto: “Per la prima volta, l’indagine entra in profondità nel mondo dei giovani conducenti. Ne viene fuori un quadro pieno di paradossi. Si dimostrano sensibili verso il problema della sicurezza stradale ma sono i più trasgressivi. Sono consapevoli dei loro comportamenti scorretti alla guida però chiedono maggiore repressione.”