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Caritas: ondata di nuovi poveri tra separati e divorziati

Due terzi delle persone ascoltate non riesce a comprare generi di prima necessità, mentre prima della separazione solo il 23% aveva lo stesso problema

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 30.03.2014

Il nuovo rapporto della Caritas 2014 fotografa una nuova ondata di poveri, i divorziati e separati. Ben il 66,1% dei separati che si rivolgono alla Caritas dichiara infatti di non riuscire a provvedere all’acquisto dei beni di prima necessità. Il nuovo Rapporto Caritas 2014 su povertà ed esclusione sociale in Italia, dal titolo ‘False partenze’, riporta una sintesi dei principali risultati della prima indagine nazionale sulla condizione di vita dei coniugi separati, che serve a far emergere soprattutto il legame tra rottura del rapporto coniugale e alcune forme di povertà o disagio socio-relazionale.

La rilevazione ha coinvolto la rete Caritas e quella dei Consultori familiari d’ispirazione cristiana e ha evidenziato, attraverso 466 interviste a genitori separati, presso centri di ascolto (36,9%), consultori familiari (33,5%), servizi di accoglienza (18,5%) e mense (8,2%), che esiste un forte disagio occupazionale degli intervistati: quasi la metà (il 46,1%) è infatti senza lavoro.

Inoltre dopo la separazione diminuisce molto la percentuale di coloro che vivono in abitazioni di proprietà o in affitto e aumentano le situazioni di precarietà, come vivere assieme a familiari o amici e il ricorso a strutture come i dormitori, in incredibile ascesa dall’ultima rivelazione. Si passa infatti da  un 1,5% ad un 18,3%.

Due terzi delle persone ascoltate non riesce a comprare generi di prima necessità, mentre prima della separazione solo il 23% aveva lo stesso problema.

Aumenta anche il ricorso ai servizi socio-assistenziali offerti dalle strutture territoriali: i centri di distribuzione dei beni primari (49,3%), le mense (28,8%) e gli empori/magazzini solidali (12,9%).

I separati stanno anche più male: due terzi delle persone dichiarano disturbi psicosomatici. La separazione incide poi negativamente nel rapporto padri-figli: il 68% dei padri intervistati riconosce un cambiamento importante a seguito della separazione tra questi il 58,1% vede un peggioramento nella qualità dei rapporti.

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