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Coop: un flop il delisting per la vendita dei farmaci in fascia C

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.04.2012

La liberalizzazione di alcuni farmaci, quelli della fascia C, a carico del cittadino e vendibili quindi dopo un apposito decreto nelle parafarmacie e nei corner desta ancora molte perlessità.
La pubblicazione oggi in Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei medicinali vendibili senza ricetta ha suscitato la reazione della Coop, implicata nella questione perchè nei supermercati della cooperativa sono presenti dei corner che vendono parafarmaci.

Infatti i medicinali pubblicati nel cosiddetto “delisting” sono 136, appena il 6% delle vendite di fascia C.

I medicinali che secondo il Ministero dell Salute non potranno essere in ogni caso venduti fuori dall farmacia sono gli stupefacenti, gli iniettabili, i medicinali del sistema endocrino e tutti i medicinali per i quali è previsto il più rigoroso regime della vendita dietro presentazione di ricetta medica da rinnovare volta per volta.

Per tutti gli altri farmaci, in teporia, sarebbe stata possibilie la vendita senza ricetta e fuori dalla farmacia.

Perciò la Coop dichiara “Abbiamo a che fare con un decreto anti-liberalizzazione che mantiene lo status quo a appannaggio delle farmacie ed è persino peggiorativo rispetto alla situazione precedente – sostiene la Coop – Per i consumatori nessuna boccata d’ossigeno e nessuna diminuzione di prezzo dei farmaci per non aver messo in campo i veri canali alternativi che sarebbero stati la distribuzione moderna e le parafarmacie . Così facendo si è gettata alle ortiche una liberalizzazione che solo nel settore farmaci (tra corner della Gdo e parafarmacie), così come era nella primaria intenzione del Governo, avrebbe potuto generato una diminuzione dei prezzi per un valore pari a 250 milioni complessivi a beneficio dei consumatori. E ci si è accontentati delle briciole”.

La Coop critica anche quanto previsto dal Regolamento Attuativo appena emanato che ridefinisce i requisiti strutturali dei corner. “Sintetizzando – afferma Coop- siamo uguali alla farmacia per ciò che attiene la struttura dell’esercizio, lavorano da noi farmacisti laureati e abilitati alla professione (solo in Coop sono circa 300 e si tratta di nuova occupazione), ma non possiamo fornire lo stesso servizio e siamo confinati a somministrare farmaci da banco, farmaci veterinari e ora una esigua gamma di farmaci di fascia C. Il tutto oltre a essere paradossale va esattamente in direzione contraria a quanto significa liberalizzare, ovvero aprire mercati chiusi generando vantaggi per i consumatori e maggiore efficienza per le imprese”.

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  • Fabio Pancrazi scrive:

    In Italia ultimamente si assiste ad un dilagare di pubblicità che vanta effetti farmaceutici di sciroppi, compresse e pomate a base di erbe registrati “dispositivi medici”.
    Qui lo stratagemma di mercato è abbinare il termine “medico” e non “alimentare” (integratore alimentare) anche a prodotti di derivazione erboristica, senza dover necessariamente dimostrarne a priori l’efficacia secondo criteri medico-farmaceutici: un ‘sistemino’ per aggirare i problemi legati all’iter di registrazione di un farmaco e al giro di vite che subiranno da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare gli integratori alimentari.
    Ciò nonostante l’art. 1 D. Lgs. 46/97 reciti: “s’intende per: a) dispositivo medico…il quale prodotto non eserciti l’azione principale, nel o sul corpo umano, cui è destinato, con mezzi farmacologici o immunologici né mediante processo metabolico…”.
    Inoltre nella pagina web “Dispositivi medici – Prodotti borderline” del Ministero della Salute si legge: ” La destinazione d’uso del dispositivo medico che, comunque, deve essere in ogni caso connotabile con una finalità medica, dovrebbe dirimere ogni dubbio di demarcazione con prodotti che non devono vantare tale finalità, come cosmetici, erboristici, integratori alimentari, apparecchiature estetiche”.
    Poi lo Stato deve anche farsi carico di rimborsare il 19% del prezzo pagato per questi “dispositivi medici”!

  • gerrw scrive:

    poi ci domandiamo perchè l italia non cresce,ecco il perchè!se non riusciamo a fare le piccole cose ,figuriamoci quelle più grandi

  • giovane farmacista deluso da tutti scrive:

    è pazzesco ci hanno dato solo 4 farmaci che non hanno mercato ,poi sarei curioso di sapere le motivazioni di questo pseudo delisting