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Distrutti embrioni di 40 coppie al San Filippo Neri di Roma

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 31.03.2012

Fecondazione assistitaSarebbero almeno 40 le coppie coinvolte dall’incidente avvenuto all’impianto criogenico dell’ospedale San Filippo Neri di Roma, in cui sono andati persi 94 embrioni, 130 ovociti e 5 campioni di liquido seminale.

Sulla vicenda il ministro della Sanità ha già annunciato l’invio degli ispettori per verificare le cause dell’incidente.

Molte famiglie che hanno subito la perdita delle proprie speranze di avere figli grazie alla fecondazione assistita hanno già detto di voler sporgere denuncia per danno.

La direzione generale dell’azienda ospedaliera S.Filippo Neri, dal canto suo, ha fatto sapere che l’incidente sarebbe avvenuto martedì scorso quando c’è stato “un innalzamento della temperatura con azzeramento del livello di azoto, lo svuotamento del serbatoio, e la conseguente perdita” del materiale genetico.

“Dopo i primi accertamenti – continua la direzione – la struttura responsabile del Centro di Procreazione medicalmente assistita ha avviato le procedure per informare le persone interessate assistite dal Centro”.

Intanto il ministro della salute Renato Balduzzi ha chiesto una immediata relazione al Centro Nazionale Trapianti, che ha disposto una ispezione dei Nas che avverrà martedì prossimo, 3 aprile. Il ministro ha avuto un colloquio con il presidente della Regione Lazio Renata Polverini e ha chiesto un rapporto dettagliato al Dipartimento della sanità pubblica. Il ministero precisa che sono state applicate tutte le norme in vigore nel caso di evento avverso grave, secondo le direttive dei Decreti legislativi n. 191/2007 e n. 16/2010 e dell’Accordo della Conferenza Stato Regioni del 15 marzo 2012.

L’assessorato regionale alla Salute del Lazio, su richiesta della presidente della regione Polverini ha disposto l’invio di ispettori che avranno il compito di verificare con esattezza quanto accaduto e di accertare il rispetto di tutte le norme di sicurezza previste dai protocolli di crioconservazione che devono essere applicati in un Centro Pma.

Anche Ignazio Marino, il presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, è intervenuto sulla vicenda chiedendo ai carabinieri del Nas di acquisire tutti i documenti necessari a chiarire quanto è accaduto, per capire se sono state rispettate le disposizioni sulla sicurezza e la gestione della crioconservazione. Marino ha anche detto di essere vicino alle famiglie che hanno dovuto apprendere la triste notizia, in alcuni casi vedendosi preclusa per sempre la strada della procreazione assistita.

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