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Diabete: esperti contro il pericolo fenformina

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 26.09.2013

Da Barcellona dove è in corso il congresso Easd sul Diabete, gli esperti italiani chiedono che AIFA ritiri dal prontuario medico la fenformina, farmaco che è stato ritirato già negli anni ’80 negli Stati Uniti e poi negli altri stati occidentali. Gli effetti collaterali di questo farmaco, secondo gli esperti, possono essere anche mortali.

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Nonostante gli effetti collaterali siano noti da molto tempo dunque, ci sono ancora pazienti che usano il farmaco probabilmente perchè è stato loro prescritto molti anni fa. Il dato però resta ugualmente sconcertante perchè nessuno sta vigilando su questi pazienti e perchè AIFA non elimina il farmaco dal prontuario e tiene invece fuori le incretine, che, pur essendo costose, hanno degli effetti benefici notevoli, soprattutto perchè limitano gli effetti collaterali.

“Per il diabete spendiamo 12 miliardi di euro annui – spiega Enzo Bonora, presidente di Sid (Società Italiana Diabete) – l’11 per cento della spesa sanitaria. Ma il 95 per cento di questo importo colossale non è legato ai farmaci, che incidono dal 5 al 7 per cento, le incretine dell’1 per cento, ma ai ricoveri per le complicanze, che sono tante perché il diabete aumenta il rischio di ammalarsi di qualsiasi altra patologia”.

“Si tratta di vera e propria inappropriatezza terapeutica”, dice il diabetologo Salvatore Caputo, presidente di Diabete Italia onlus,”e certamente nessun centro specialistico oggi prescrive questo farmaco e non lo fa da almeno 30 anni. Detto questo, mi chiedo perché l’Aifa, che è il nostro ente regolatore, non lo elimini dal prontuario. Non possiamo prendercela con qualche medico non aggiornato che prescrive fenformina, ma con chi non l’ha bandita finora. E anche la cloropropamide, che si usava in associazione, si sa da 15 anni che è un farmaco che provoca innalzamenti di pressione…”.

“Non capiamo come mai l’Aifa sia così solerte nel bloccare i nuovi farmaci per la cura del diabete, come le incretine, nonostante molti studi abbiano dimostrato la loro sicurezza d’uso – ragiona Del Prato – e non sia altrettanto pronta a ritirare dal mercato altre medicine, oggettivamente rischiose. Non vorremmo che le attenzioni dell’ente regolatore fossero legate soltanto ai prezzi dei farmaci, tralasciando quelli a basso prezzo anche se rischiosi e in uso. L’Italia oggi è l’unico paese europeo dove la prescrizione delle incretine rimane limitata”.

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