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Maresciallo zoppo e malato vince i mondiali di mountain bike

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 11.05.2014

Ha vinto la medaglia d’oro, nella categoria “Gentleman” ai Mondiali Acsi di Mountain Bike svoltisi lo scorso luglio a Folgaria, in Trentino, ma era a casa in malattia. Questi i fatti contestati ad un maresciallo dell’Aeronautica Militare in servizio al Terzo Reparto Manutenzioni Velivoli di Canizzano, Roberto Ambrosi, 48 anni. L’avvocato però contesta la versione dei fatti.

Nella relazione del gup Enrico della Ratta Rinaldi, che ha fissato la prima udienza del dibattimento per il 29 settembre prossimo, Ambrosi il 15 luglio 2013 ha fornito all’autorità sanitaria militare “una falsa versione delle sue condizioni di salute, simulando un’infermità inesistente e lamentando un dolore alla gamba per curare la quale aveva programmato per fine mese un intervento chirurgico che però non è mai avvenuto. Ottenendo in tal modo 15 giorni di convalescenza”. Il 21 luglio ha poi partecipato alla gara vincendola e diventando campione del mondo.

Il suo superiore, il tenente colonnello Mariano Grassia, ha detto di essere rimansto stupito: “Siamo rimasti stupiti e dispiaciuti anche noi. Sapevamo che era in malattia e quando abbiamo saputo della vittoria non abbiamo potuto che mandare un’informativa alla procura militare di Verona. Dispiace perché il maresciallo Ambrosi è un sottufficiale di ottimo profilo, con grande esperienza. Tra l’altro con le sue imprese sportive ha dato in più occasioni lustro al nostro reparto”

Di tutt’altro avviso l’avvocato di Ambrosi, Francesco Baccaro del Foro di Ferrara, che afferma che l’assistito aveva dichiarato solo “una semplice insufficienza venovascolare.”

Avrebbe voluto tornare a lavoro ma “vedendolo zoppicare, il dottore della base gli ha dato altri 15 giorni. Se avesse voluto fare il furbo quei giorni avrebbe potuto farseli dare direttamente dal medico di base, e invece non l’ha fatto. Inoltre la competizione si è svolta di domenica, quando Ambrosi era in ogni caso libero dal servizio. A mio avviso non c’è stata né simulazione né truffa”.

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