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Ricerca: carezze percepite grazie a neuroni specifici

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.05.2014

Uno studio rivela che esistono dei nervi dedicati solo a sentire le carezze.  La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Neuron, potrebbe avere interessanti ricadute nella cura dell’autismo. Le carezze sono in questo caso importanti perché in grado di trasmettere emozioni.

carezze

Alcuni studi fatti in precedenza avevano suggerito che un particolare tipo di fibra nervosa fosse in grado di rilevare e far arrivare al cervello il segnale delle carezze. Finora però nessuno era riuscito a collegare questi neuroni alla sensazione piacevole. I ricercatori della John Moores University di Liverpool è fatto un passo in avanti importante, in quanto riuscire a collegare direttamente questi neuroni con la sensazione del piacere dimostra l’importanza del senso tattile.

“Il significato evolutivo di un tale sistema per una specie sociale deve ancora essere pienamente determinato”, dice il primo autore Francis McGlone, della Liverpool John Moores University in Inghilterra. “Ma una recente ricerca ha scoperto che le persone con la sindrome dello spettro autistico non elaborano il tocco emozionale normalmente, il che ci porta a ipotizzare che un fallimento del sistema dei nervi CT (quelli speciali dedicati al tatto emozionale ndr) durante il neurosviluppo può influire negativamente sul funzionamento del cervello sociale e il senso di sé.”

Secondo il professor McGlone questi nervi ben funzionanti servono a creare una sorta di sistema di sopravvivenza che ci protegge dalle situazioni sgradevoli.

“In un mondo in cui il tocco umano sta diventando sempre più una rarità, con l’onnipresente aumento di social media che portano alla comunicazione basata sul non toccarsi e la possibilità che i bambini sperimentino sempre di meno le carezze dei genitori a causa della pressioni economiche della vita moderna, sta diventando sempre più importante riconoscere quanto sia importante le carezze siano una caratteristica di tutta l’umanità.”

Questi neuroni specifici, già descritti nel 2007, hanno le caratteristiche dei sensori di massaggio, ma fino ad ora non si riusciva a farli attivare durante gli esperimenti in laboratorio su topi non modificati geneticamente. Toccando la pelle degli animali geneticamente modificati, i ricercatori hanno finalmente capito che  era proprio il contatto a far attivare i neuroni specifici.

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