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Un microchip ‘parla’ con neuroni, sviluppato da Cnr Bologna

In futuro possibile la ‘riparazione’ dei neuroni mal funzionanti in Parkinson ed epilessia

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 07.05.2013

Un chip elettronico biocompatibile e trasparente per studiare da vicino malattie come il Parkinson è stato messo a punto dal Cnr di Bologna. La ricerca, pubblicata su Nature Materials, apre la strada a nuove prospettive per lo studio delle reti neuronali: strumenti più efficaci per la conoscenza del funzionamento del cervello e la ‘riparazione’ dei neuroni mal funzionanti in Parkinson ed epilessia.

Neuroni_nel cervello_dei_topi

Da tempo si parla di elettronica biocompatibile. Ora la messa a punto di un chip elettronico organico trasparente capace di captare l’attività neuronale apre nuove possibilità di indagine. La ricerca, condotta da due istituti del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna, l’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn-Cnr) e l’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività (Isof-Cnr), in collaborazione con l’Istituto italiano di tecnologia (Iit) e con Etc, spin off del Cnr e start up del Gruppo Saes, ha dimostrato che si può stimolare l’attività neuronale, ‘manipolarla’ e leggerla attraverso uno strumento biocompatibile: Ocst, organic cell stimulating and sensing transistor.

“Il dispositivo è costituito da un microchip organico trasparente sul quale vengono adagiate le reti neuronali, caratterizzato dalla capacità di stimolare e registrare segnali elettrici e, in prospettiva, di generare luce”, illustra Michele Muccini, responsabile del Cnr-Ismn di Bologna e coordinatore del progetto insieme con Valentina Benfenati e Stefano Toffanin.

“Inoltre, in quanto biocompatibile, Ocst riesce a rimanere a contatto per lungo tempo con i neuroni primari senza che questi vengano danneggiati, offrendo la possibilità di comprendere il loro funzionamento e di modulare la loro attività con maggiore efficacia rispetto alle tecnologie esistenti”, aggiunge.

Il chip permetterà di studiare anche altri tipi di neuroni e di cellule, dando la possibilità di compiere significativi passi avanti nella determinazione del funzionamento (e del malfunzionamento) del cervello umano, come nel caso delle malattie neurodegenerative come il Parkinson o nella diagnosi precoce di eventi epilettici.

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