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Giornata della Memoria

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 28.01.2013

Dello spettacolo “Auschwitz, noi superstiti”, messo in scena dalla Compagnia della Civetta, composta da studenti e professori del Liceo Classico d’Adda di Varallo, ho apprezzato l’impianto drammaturgico, il lavoro di ricerca storica, l’emozione della recitazione, anche se ancora acerba, la regia, soprattutto il fatto che studenti di 17 anni, frequentanti la scuola pubblica, abbiano dato un senso alla Giornata della Memoria che rischia di essere sempre di più un solo atto formale e non un vero ricordo.

Lo spettacolo, scritto appunto per la Giornata della Memoria, ha, secondo, me il suo clou emotivo nella recitazione corale di una magnifica poesia di Celan, che riprende un testo biblico e che ora vi propongo.

Nero latte dell’alba lo beviamo la sera
lo beviamo al meriggio, al mattino, lo beviamo la notte
beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell’aria lì non si sta stretti

Nella casa c’è un uomo che gioca coi serpenti che scrive
che scrive in Germania la sera i tuoi capelli d’oro Margarete
lo scrive e va sulla soglia e brillano stelle e richiama i suoi mastini
e richiama i suoi ebrei uscite scavate una tomba nella terra
e comanda i suoi ebrei suonate che ora si balla

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino, al meriggio ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa c’è un uomo che gioca coi serpenti che scrive
che scrive in Germania la sera i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell’aria lì non si sta stretti

Egli urla forza voialtri dateci dentro scavate e voialtri cantate e suonate
egli estrae il ferro dalla cinghia lo agita i suoi occhi sono azzurri
vangate più a fondo voialtri e voialtri suonate che ancora si balli

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al meriggio e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa c’è un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith egli gioca coi serpenti
egli urla suonate la morte suonate più dolce la morte è un maestro tedesco
egli urla violini suonate più tetri e poi salirete come fumo nell’aria
e poi avrete una tomba nelle nubi lì non si sta stretti

Nero latte dell’alba ti beviamo la notte
ti beviamo al meriggio la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e al mattino beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
egli ti centra col piombo ti centra con mira perfetta
nella casa c’è un uomo i tuoi capelli d’oro Margarete
egli aizza i suoi mastini su di noi ci dona una tomba nell’aria
egli gioca coi serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco

i tuoi capelli d’oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith.

A questo link il video dello spettacolo in cui la poesia viene recitata (http://www.campustralenuvole.altervista.org/joomla/component/content/article/2-non-categorizzato/20-comete-rapido-ed-effimero)

 

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