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ILVA: nota del Ministro Severino

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 13.08.2012

E’ di oggi una nota del Ministro della Giustizia Paola Severino sulla situazione dell’ILVA: “Ho dato disposizione affinché gli uffici del ministero della Giustizia acquisiscano stamane i due provvedimenti con i quali il gip di Taranto, Patrizia Todisco, ha ribadito il sequestro degli impianti dell’Ilva e ha revocato la nomina di Bruno Ferrante dall’incarico di curatore dello stabilimento”. Lo afferma il Guardasigilli Paola Severino che, in merito alla vicenda, sottolinea: “Auspico che una soluzione alla necessità di contemperare le esigenze ambientali con quelle occupazionali e della salute dei cittadini si possa e si debba trovare. Questa è la strada che il Governo intende intraprendere. Per quanto è di mia competenza – conclude il ministro – resto in costante contatto con la Presidenza del Consiglio e con i ministri che il 17 agosto si recheranno presso gli stabilimenti dell’Ilva”.

La nota arriva dopo la pubblicazione dello studio SENTIERI che dununcia l’altissima mortalità per tumori e malattie cardiache a Taranto e la associa alla distanza dalla acciaieria e all’occupazione all’interno dei reparti.

Intanto il gip Patrizia Todisco ha stabilito la chiusura senza possibilità di utilizzo dei sei reparti, procedimento che imporrebbe la chiusura dello stabilimento che , secondo il presidente dell’ILVA Ferrante decreterebbe la chiusura egli altri stabilimenti di Genova e Novi Ligure.

Intanto, come si può leggere su Corriere.it l’Associazione Italiana di Epidemiologia considera «solidi e affidabili i risultati della perizia epidemiologica che ha permesso al gip di Taranto di quantificare i danni sanitari determinati, sia nel passato sia nel presente, dalle emissioni nocive degli impianti dell’Ilva». L’associazione auspica che la proprietà dell’Ilva, «responsabile dei danni rilevati dalla magistratura, metta in atto in tempi brevi tutte le azioni di adeguamento e bonifica richieste, permettendo il dissequestro tempestivo degli impianti e non facendo ricadere sui lavoratori le conseguenze nefaste delle proprie scelte che già hanno danneggiato la popolazione».

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