Gaianews

Incendi dolosi bruciano la Foresta di Tripa: a rischio estinzione l’orango di Sumatra

Scritto da Chiara Cichero il 24.04.2012

Gli ambientalisti stimano la presenza di circa 200 oranghi di Sumatra allo stato brado. L’orango di Sumatra è la più rara delle due specie esistenti d’orango. Gli oranghi nella foresta di torbiera di Tripa, sull’isola di Sumatra, potrebbero scomparire  entro la fine di quest’anno a meno che non sia organizzato un intervento immediato per bloccare gli incendi dolosi a catena che stanno devastando la zona. La Coalizione per salvare la foresta di torbiera di Tripa, che comprende il gruppo locale Walhi e gli attivisti di Greenpeace, ha evidenziato che dalle immagini satellitari si denota la scomparsa di  13.000 ettari di territorio.

“Le aziende di olio di palma hanno bruciato la Foresta di  torbiera di Tripa in violazione delle leggi indonesiane”, ha detto Ian Singleton, direttore del Programma di Sumatra Orangutan Conservation. Incendi che sono vicini, ma dislocati in 80 aree distinte. “La situazione è urgente e richiede un intervento immediato.” 100 oranghi sono stati trovati morti a Tripa e si stima che ne siano rimasti solamente 200.  In origine questo lussureggiante ambiente naturale aveva un’estensione di 60 mila ettari e nel 1990 vi abitavano circa 3 mila oranghi: oggi, a causa della deforestazione, per far spazio alle piantagioni di palme da olio, il territorio “buono” è stato ridotto a 12 mila ettari e sono sopravvissuti soltanto 200 oranghi. Attualmente, la distribuzione di questi animali è limitata ad una serie frammentata di aree della foresta pluviale nella punta settentrionale dell’isola di Sumatra, in Indonesia, mentre i resti fossili indicano una distribuzione passata, oltre che sull’intera isola, anche sulla vicina Giava.

Il Ministero dell’Ambiente annuncia l’apertura delle indagini riguardo le accuse sulle compagnie di palma da olio che operano nel settore. “Stiamo esaminando se tali società hanno condotto un’analisi sugli impatti ambientali o altri studi di fattibilità ambientale”, ha dichiarato Sudariyono, il vice del ministero per la conformità legale.

La Task force del governo per la Riduzione delle emissioni delle Nazioni Unite da deforestazione e degrado (REDD) la scorsa settimana ha annunciato che tali incendi sono stati studiati a tavolino e ben premeditati. Sono localizzati tutti attorno all’area concessa alla società PT Kallista Alam la cui  attività ha potenzialmente violato diverse leggi nazionali. La task force ha invitato il Ministero dell’Ambiente e della polizia sul luogo per indagare  sulla  responsabilità a carico.Il presidente Susilo Bambang Yudhoyono aveva provveduto a firmare lo scorso anno  il decreto che impegna l’Indonesia ad una moratoria di due anni sui nuovi permessi di compensazione per una superficie di circa 60 milioni di ettari della foresta. Un decreto strategico che rientra nel programma REDD di riduzione dei gas serra. Poco dopo la firma del decreto, il governatore in carica della provincia di Aceh,  Irwandi Yusuf, ha firmato un permesso per consentire alla società PT Kallista Alam di convertire 1.600 ettari di terreno della foresta Tripa in una piantagione di palme da olio.
Gli ambientalisti dicono anche che la zona è parte della foresta pluviale conosciuta come  Ecosystem Leuser,  protetta dalla legge urbanistica nazionale sullo sviluppo in Indonesia del 2008.Ma il tribunale amministrativo dello Stato in Aceh all’inizio di questo mese ha bocciato una causa legale intentata dagli attivisti contro tale permesso.  Gli ambientalisti hanno presentato ricorso presso l’Alta Corte della provincia. Il direttore delle risorse umane di  Kallista, Idris Ginting nega l’utilizzo degli incendi dolosi come mezzo di espansione dell’area concessa all’azienda e dichiara: “Abbiamo il permesso del governatore di operare lì e non vedo come si possa essere accusati di violare la legge”.Gli attivisti della coalizione a questo punto sperano che il governatore neoeletto ad Aceh , Zaini Abdullah, si impegni nel revocare il permesso di distruzione di una zona forestale preziosa per gli ecosistemi locali, permesso che minaccia la sopravvivenza delle specie orango  e della tigre di Sumatra.
A questo va aggiunto che la distruzione incendiaria della foresta di  torbiera di Tripa rilascia  una grandissima quantità di anidride carbonica che contribuisce ad aggravare i cambiamenti climatici da emissioni.

L’Indonesia è stimato come il terzo più grande produttore di gas serra, soprattutto a causa della rapida distruzione delle sue foreste, nonostante si sia impegnata nella riduzione dei gas serra di almeno il 26% entro il 2020. Mercoledì scorso gli attivisti hanno salvato un grosso orango maschio adulto intrappolato in una piccola area della foresta di Tripa. “Siamo stati costretti ad agire e salvare questo orango di Sumatra, altrimenti sarebbe morto di fame, ma moltissimi altri  oranghi si trovano ad affrontare la stessa identica sorte”, afferma Singleton in qualità di direttore del  Sumatra Orangutan Conservation Program.
La popolazione mondiale degli oranghi di Sumatra è stimata in 6.600 esemplari e la scomparsa di quelli di Tripa spingerebbe ulteriormente la specie sull’orlo dell’estinzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA