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La Giornata mondiale dell’alimentazione guarda alle cooperative agricole

Il 16 ottobre è la Giornata mondiale dell'alimentazione. Sono circa 870 milioni le persone che soffrono ancora la fame nel mondo

Scritto da Valeria Gatti il 15.10.2012

Il 16 ottobre è la Giornata mondiale dell’alimentazione. Sono circa 870 milioni le persone che soffrono ancora la fame nel mondo. Circa 852 milioni vivono in paesi in via di sviluppo, i restanti in paesi sviluppati. In sostanza il 15% della popolazione mondiale ha fame: il programma è cancellare questo dato da tutte le tabelle, portandolo a zero entro il 2015. Questo l’obiettivo della FAO, che attraverso il Comitato di sicurezza alimentare mondiale sta lavorando per mettere nero su bianco le linee guida di sviluppo per un’agricoltura consapevole, responsabile e partecipativa.

“Le cooperative agricole nutrono il mondo” è il tema ufficiale della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che ha luogo il 16 ottobre 2012, tema scelto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) con lo scopo di sottolineare il ruolo fondamentale che svolgono le cooperative agricole nel migliorare la sicurezza alimentare e nel contribuire a eliminare la fame nel mondo. L’interesse sempre più forte per le cooperative e per le organizzazione rurali è chiaramente evidente anche per la decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di designare il 2012 come “Anno internazionale delle cooperative”.

Il tema prescelto quest’anno mette in rilievo le osservanze della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e crea consapevolezza e conoscenza riguardo le misure necessarie per porre fine alla fame nel mondo. “Se i paesi continuano a fare passi avanti per ridurre la fame nel mondo, il progetto “Obiettivo di Sviluppo del Millennio” (Millenium Development Goal) di dimezzare la proporzione di gente che soffre la fame può essere raggiunto entro il 2015”, ha detto il direttore generale della FAO, Josè Graziano da Silva durante la sessione di apertura del Comitato di sicurezza alimentare mondiale (CFS, The Committee on World Food Security).
Il direttore ha infatti affermato che sono stati fatti importanti progressi nel ridurre il numero di persone che soffrono la mancanza di cibo, circa 132 milioni in meno dal 1990.
In particolar modo la proporzione è scesa dal 23% al 14% nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia Graziano da Silva ha sottolineato che ci sono ancora circa 870milioni di persone che soffrono la fame e che questa carestia sta aumentando in Africa e nel vicino oriente. I progressi nel ridurre la fame nel mondo sono rallentati dal 2007, in corrispondenza del sopraggiungere della crisi mondiale, così ha aggiunto il direttore “Perciò abbiamo rinnovato e accresciuto il nostro impegno a raggiungere attraverso il progetto “Obiettivo di Sviluppo del Millennio” la riduzione della fame nel mondo, guardando oltre, fino al totale sradicamento della stessa, poiché, quando si tratta di fame, l’unica cifra accettabile è zero”.

La sfida a portare a zero la fame nel mondo è condivisa dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che ha aperto la sessione lanciando un forte messaggio in video “siete nel cuore della prossima grande spinta al cambiamento, l’impulso a eliminare la fame nel mondo nell’epoca in cui viviamo”. La sfida ad arrivare allo zero comporta cinque obiettivi:

1 – Un mondo dove ognuno ha accesso a nutrienti sufficienti lungo tutto il corso dell’anno

2 – Non più malnutrizione durante la gravidanza e la prima infanzia: porre fine alla tragedia del rachitismo e dei disturbi legati alla crescita

3 – Un sistema per cui il cibo sia una risorsa sostenibile ovunque

4 – Maggiori opportunità per i piccoli contadini e per gli agricoltori, specialmente per le donne, che producono la maggior parte del cibo del mondo, cosicché possano essere incentivate ad aumentare la loro produttività e i loro ricavi

5 – Eliminare le perdite di cibo della post-produzione, fermare lo spreco del cibo e il responsabilizzare i consumi

Per raggiungere questi obietti la FAO ha innalzato i finanziamenti ai propri programmi per combattere la fame nel mondo del 28%. Sono infatti state stanziate cifre che hanno raggiunto quasi 540 milioni di dollari nel corso dei primi otto mesi del 2012, secondo quanto annuncia l’Associazione. Il beneficiario più grande  è la Somalia, paese che si trova attualmente in grandi difficoltà e in uno stato di grave carestia, con uno stanziamento di 82,7 milioni di dollari. Inoltre si sta tenendo in questi giorni a Roma il trentanovesimo appuntamento per discutere sulla fame nel mondo, il CFS 39, che chiama a raccolta tutti i membri del Comitato di sicurezza alimentare mondiale. Una piattaforma indispensabile per promuovere politiche indirizzate alla sicurezza sul cibo e sul nutrimento per tutti. Il punto caldo è stato l’urgenza di lavorare la puntualizzazione e per lo sviluppo di principi e linee guida di cui tenere in conto per fare investimenti responsabili nel campo dell’agricoltura, investimenti che rispettino i diritti di tutti, le condizioni di vita dei popoli e le risorse del mondo.

Proprio in questi giorni l’Italia, insieme ad altre nazioni, ha dato il suo contributo. Domenica 14 ottobre si è conclusa infatti la seconda edizione di “Seminare il futuro!”, un evento che ha visto partecipi 27 tra cascine e aziende agricole biologiche e biodinamiche del territorio, più del doppio dello scorso anno, con circa 3500 partecipanti lungo la penisola, tra famiglie, singoli individui e bambini che, armati di stivali e cappellini rossi, hanno sparso semi di grano provenienti da un’agricoltura “pulita”, partecipativa e Ogm free, spargendo assieme ad essi anche un piccolo seme di speranza.

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