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La ricetta di Afforestt: una foresta matura, in dieci anni, al costo di un Iphone

Scritto da Marta Gaia Sperandii il 04.03.2015

Ottenere una foresta matura in soli dieci anni, accelerando di dieci volte processi biologici e tempi naturali, al costo di un iPhone. La formula, apparentemente magica, è di Shubhendu Sharma, ex ingegnere industriale della Toyota che nel 2011 decide di abbandonare la progettazione di automobili e cimentarsi nella riforestazione, mettendo le sue competenze al servizio dell’ambiente.

foreste

Decisivo, nel percorso di Sharma, è l’incontro con Akira Miyawaki, botanico e fitosociologo giapponese celebre per aver messo a punto un metodo di riforestazione che ha dato ottimi risultati in più di 3000 luoghi del pianeta, tra cui il deserto del Gobi e l’Africa centrale. Il metodo Miyawaki,concentrandosi sulla creazione di opportune condizioni microclimatiche, amplifica il naturale processo di crescita dei vegetali. Sharma ottimizza e standardizza questo metodo, prevedendo alte densità d’impianto, -circa 30 volte maggiori rispetto a quelle convenzionali-, e l’utilizzo di un elevato numero di specie (almeno 50-100).

Il metodo Miyawaki si basa sul concetto di vegetazione naturale potenziale, ovvero quel tipo di vegetazione che si avrebbe in ogni punto del pianeta se, tenendo ovviamente conto della diversità geomorfologica e lasciate inalterate le attuali condizioni climatico-edafiche potessimo interrompere all’istante ogni causa di disturbo ed accelerare i processi naturali di successione. Si tratta ovviamente di una vegetazione immaginaria, così come la definisce lo stesso Reinhold Tüxen, che negli anni ’50 del secolo scorso sviluppa questo concetto, ma è un utilissimo riferimento per capire quanto, ragionevolmente, possiamo aspettarci di ottenere da un ambiente.

A Miyawaki la Toyota affida l’incarico di rimboschire il campus aziendale della sede indiana: è in questa occasione che i due si incontrano, e Sharma rimane talmente affascinato dal metodo dello scienziato giapponese al punto di decidere di mettersi lui stesso alla prova, ed unirsi come volontario al team di Miyawaki. Sharma sperimenta il metodo nel suo giardino, e pochi anni dopo fonda Afforestt, un’azienda di servizi che produce, su commissione, boschi e foreste minimizzando i costi e massimizzando i risultati.

Il metodo, sostenuto anche dal WWF, conduce in pochissimi anni alla realizzazione di un ecosistema pluristratificato ad altà densità e biomassa, attraverso sei passi.

Per prima cosa è necessario analizzare le condizioni del suolo ed individuare di quali nutrienti questo è carente. Poi ci si dedica allo studio delle specie da utilizzare, che vengono scelte, tra quelle native del luogo d’intervento, principalmente in relazione alle condizioni climatiche. Il suolo viene arricchito in profondità con i nutrienti di cui necessita, apportati sotto forma di biomassa, generalmente proveniente da sottoprodotti agricoli o industriali ma comunque naturale, biologica e disponibile nel raggio di 50 km. A questo punto vengono piantati, in maniera assolutamente casuale, da 3 a 5 semenzali di circa 80 cm per ogni metro quadrato. Dopo 8 mesi, a causa dell’alta densità, la luce sarà a malapena in grado di penetrare il fittissimo strato di vegetazione. Questo promuoverà il rallentamento dei processi di mineralizzazione al suolo, dove ogni foglia che cade contribuirà alla formazione di humus. Contemporaneamente, la fortissima competizione per la luce spingerà le piante a crescere in altezza, e molto velocemente.

Soltanto per i primi 2-3 anni sarà necessario provvedere ad aggiungere acqua ed eliminare le erbe infestanti: una volta assestatosi, il nuovo ecosistema si evolverà senza bisogno di alcun intervento.

Alcune importanti condizioni, specificate nella sezione FAQs della pagina di Afforestt: la superficie minima richiesta affinché l’intervento riesca correttamente e produca un risultato quanto più “naturale” possibile, è di 100 mq, il numero minimo di individui impiantati è 300. Il metodo non è ovviamente applicabile a monocolture ed esclude l’utilizzo di specie aliene.

A questo link è possibile ascoltare parte dell’intervento di Shubhendu Sharma all’evento TED (Technology, Entertainment, Design), che ogni anno seleziona “Ideas worth spreading”, ovvero idee che, come questa, vale la pena di diffondere.

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