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MSF a Gaza: non ci sono posti sicuri per i Palestinesi
“Grave violazione del diritto internazionale umanitario”

Medici senza Frontiere denuncia gli attacchi agli ospedali e agli operatori e l'impossibilità di portare aiuti all'interno della Striscia di Gaza

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 29.07.2014

Medici senza Frontiere condanna duramente gli attacchi israeliani contro le strutture sanitarie. Tommaso Fabbri, capomissione ha dichiarato: “Attaccare gli ospedali è del tutto inaccettabile e rappresenta una grave violazione del diritto internazionale umanitario. In qualunque circostanza, e soprattutto in tempo di guerra, le strutture sanitarie e il personale medico devono essere protetti e rispettati. Ma oggi a Gaza gli ospedali non sono il rifugio sicuro che dovrebbero essere.”

Medici senza Frontiere a Gaza   Crediti: Samantha Maurin/MSF

Medici senza Frontiere a Gaza Crediti: Samantha Maurin/MSF

Il 28 luglio l’ospedale di Al Shifa è stato bombardato, all’interno anche un membro di MSF. Nessuno è stato ferito, ma si tratta del quarto ospedale bombardato a Gaza. L’episodio dimostra che neanche gli ospedali sono posti sicuri per i Palestinesi e la maggior parte sono bambini: “Due terzi dei feriti che ho visto arrivare ad Al Shifa erano bambini” spiega Michele Beck, referente medico di MSF a Gaza dopo l’attacco sferrato con un razzo un’ora dopo il bombardamento di Al Shifa, ad un campo rifugiati di Shati.

“Gli abitanti di Gaza sono circondati dal mare e da frontiere chiuse. Dove possono andare?” si chiede Marie-Noëlle Rodrigue, direttore delle operazioni di MSF. “Quando l’esercito israeliano ordina ai civili di evacuare le loro case e i loro quartieri, dove dovrebbero andare? Gli abitanti di Gaza, non hanno alcuna libertà di movimento e non possono trovare rifugio al di là della frontiera. Sono davvero in trappola”.

MSF ha subìto diverse perdite perchè l’esercito israeliano ha attaccato anche gli operatori: 4 paramedici sono stati uccisi mentre recuperavano i feriti. Il 20 luglio, un attacco aereo è stato sferrato a poche centinaia di metri da un’auto di MSF chiaramente identificabile. Lo stesso giorno, un missile è caduto – ma senza esplodere – a una decina di metri da una tenda MSF installata nell’ospedale di Nasser, nella parte meridionale di Gaza.

Gli spostamenti sono difficilissimi sia per i civili palestinesi che non riescono a raggiungere neanche gli ospedali, ma anche per i medici stessi. Una unità chirurgica di MSF non può diventare operativa perchè non ci sono sufficienti garanzie di sicurezza.

Anche per le altre organizzazioni umanitarie è difficilissimo fare entrare personale e forniture mediche: “La popolazione è tenuta in ostaggio, quasi niente e nessuno transita da e verso Gaza”, ha detto Marie-Noëlle Rodrigue e anche le cure di base non sono più disponibili: “Al di là dell’emergenza, non vengono più forniti servizi medici di base come le cure materno-infantili e la gestione delle malattie croniche, così come l’accesso all’acqua potabile o al cibo” dichiara Nicolas Palarus.

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