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OMS e FAO sul cibo: ancora malnutrizione e obesità

A novembre la seconda conferenza intergovernativa sulla nutrizione voluta da FAO e OMS. Parteciperà anche Papa Francesco

Scritto da Micaela Conterio il 12.06.2014

Si svolgerà  a novembre a Roma la Seconda conferenza intergovernativa sulla nutrizione organizzata da FAO e OMS. Il paradosso della nutrizione, per il quale sullo stesso pianeta, ma a volte negli stessi paesi o nelle stesse comunità sussistono problemi di malnutrizione e di obesità, pone ancora sfide di difficile risoluzione.

Quella della nutrizione continua ad essere una sfida planetaria urgente e pressante oltre che un compito complesso da affrontare, perché i progressi fatti negli ultimi ventidue anni nella lotta alla fame e alla malnutrizione sono ancora insufficienti: basti pensare che dal 1992, anno della prima conferenza internazionale sulla nutrizione, ad oggi, la percentuale di persone malnutrite è scesa solo del 17% con oltre 840 milioni di persone ancora cronicamente sottoalimentate, 160 milioni di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione cronica (99 milioni sono sottopeso). In generale a fronte di circa 500 milioni di adulti obesi si possono contare oltre due miliardi di persone che soffrono di una o più carenze di micronutrienti e circa il 45% dei 6,9 milioni di morti infantili sono connesse con la malnutrizione.

Questo è la drammatica fotografia che emerge dall’incontro di oggi di presentazione della seconda conferenza intergovernativa sulla nutrizione che si svolgerà a Roma dal 19 al 21 novembre nella sede della FAO, organizzata congiuntamente dalla FAO e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) alla presenza dei massimi rappresentanti dei governi mondiali e delle istituzioni di settore, oltre a rappresentanti del settore privato e della società civile.

Riso

“La nutrizione è un problema pubblico, che impatta sulla sicurezza alimentare, sulla salute alimentare e sulla salute in generale”, ha detto Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO “con ricadute in termini di costi elevati sociali ed economici che rappresentano un peso per la collettività. Le stime indicano una perdita fino al 5% del reddito globale annuo in termini di perdita di produttività e le spese sanitarie, che ammontano a circa 3.500 miliardi dollari, pari a 500 dollari pro capite. Si tratta di una quantità enorme di denaro e di un elevato costo da pagare”.

La conferenza ha l’obiettivo generale di richiamare l’attenzione dei governi ad un maggiore impegno per assicurare una dieta più sana per tutti. In particolare è richiesto un impegno politico per un’azione efficace e la mobilitazione di risorse per il miglioramento della nutrizione, l’integrazione di sistemi alimentari che migliorano la nutrizione nelle politiche nazionali e un coordinamento tra il settore alimentare, l’agricoltura, la salute ed altri settori per migliorare la nutrizione. Inoltre una migliore cooperazione internazionale e un contributo al programma di sviluppo post-2015 delle Nazioni Unite e alla Sfida Fame Zero.

“Uno degli obiettivi della conferenza di novembre è quello di fornire le basi scientifiche per delle politiche nutrizionali adeguate a promuovere la sicurezza e salubrità alimentari, proteggendo allo stesso tempo la salute” ha affermato il Direttore Generale dell’OMS, Margaret Chan, in un video-messaggio trasmesso durante la conferenza stampa.  “Come è possibile che la sottoalimentazione acuta e l’obesità possano coesistere negli stessi paesi e all’interno delle stesse comunità?” ha continuato sottolineando la necessità di considerare le implicazioni per la salute e per l’ambiente “della rapida crescita della domanda di carne e di altri prodotti animali che coincide con il miglioramento dei livelli di reddito”. 
Senza trascurare altri fattori che influenzano notevolmente il ritardo cronico, quali la volatilità dei prezzi internazionali degli alimenti, la dipendenza dai mercati globali e dalle importazioni di cibo, la bassa produttività agricola, i cambiamenti climatici e gli sprechi di cibo.

Per poter pensare di limitare il problema della malnutrizione è necessaria, quindi, un’azione collettiva, che coinvolga non solo i governi, ma anche le università, il settore privato e la società civile, perché 
gli interventi finora attuati hanno subìto rallentamenti per l’impegno politico latente, la debolezza di accordi industriali e la mancanza di coordinazione e coinvolgimento delle parti interessate, stando a quanto dichiarato dalla FAO e dall’OMS. “Per questo motivo gli attori non statali hanno un ruolo molto importante nel contesto della conferenza, non solo per costruire consenso ma anche per contribuire a implementare il quadro d’azione che la conferenza é chiamata ad approvare” ha affermato il Direttore Generale della FAO.
La conferenza, che contribuirà alla Sfida Fame Zero dell’ONU, allo sviluppo dell’Agenda dello Sviluppo post-2015 e ad Expo 2015, produrrà un documento politico e a un quadro di azioni concrete da implementare. Alla conferenza parteciperà anche Papa Francesco.

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