I ricercatori di Radiologia presso l’Università del Texas Health Science Center a Houston (UTHealth) hanno trovato prove che la sclerosi multipla colpisce una zona del cervello che controlla le funzioni cognitive, sensoriali e motorie oltre al danno invalidante causato dalle lesioni visibili della malattia.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati in una recente edizione del The Journal of Neuroscience.
“Il talamo è una zona centrale che è in relazione con il resto del cervello e agisce come un’ufficio postale’”, ha dichiarato Khader M. Hasan, primo autore dello studio. “E’ anche una zona che ha il minor numero di danni da lesioni nel cervello, ma possiamo notare una perdita di volume, perciò sembra che altri danni relativi alla malattia possano essere in atto.”
I ricercatori sanno che una perdita di volume del talamo è normale con l’invecchiamento e accelera dopo i 70 anni. Lo scopo del team di UTHealth è stata quella di valutare se ci fosse una maggiore perdita di volume nei pazienti con sclerosi multipla, il che potrebbe spiegare il declino correlato alla demenza associata alla malattia.
“I pazienti con sclerosi multipla hanno deficit cognitivi e il talamo svolge un ruolo importante nella funzione cognitiva. Le lesioni si possono vedere, ma non vi è attività subclinica nella sclerosi multipla in cui non è possibile vedere i cambiamenti”, ha dichiarato Ponnada A. Narayana. “Ci sono cambiamenti neurodegenerativi anche quando il cervello sembra normale e abbiamo visto i danni nelle prime fasi del processo patologico”.
Per lo studio, i ricercatori hanno usato le immagini dai potenti scanner per la risonanza magnetica per confrontare il cervello di 109 pazienti malati con quello di 255 soggetti sani.
Tenendo in considerazione i cambiamenti legati all’età nel talamo, i pazienti con sclerosi multipla avevano un volume del talamo inferiore. La proporzione della riduzione sembra essere in relazione alla gravità della disabilità.
“Si tratta di guardare la sclerosi multipla in modo diverso”, ha detto Hasan. “Quando il talamo perde contenuto cellulare possiamo considerare questo come un indicatore di quello che sta succedendo. Se possiamo trovare un modo per diagnosticare la malattia in anticipo, si può iniziare il trattamento prima di quanto succeda ora.”
SPERO ARDENTEMENTE CHE SIA UNA NOTIZIA VEEEEEERAAAAA