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Segretario difesa USA: “Israele torni al maledetto tavolo” delle trattative di pace

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 03.12.2011

Inusuale espressione per un Segretario alla Difesa americano, soprattutto se si sta riferendo all’amico di sempre, Israele. Ma Leon Panetta ha proprio usato la parola “damn”, dannato/maleddetto, per esortare l’alleato a tornare al tavolo delle trattative di pace con i palestinesi e di smentterla con l’isolazionismo.

Il funzionario della difesa degli Stati Uniti ha avvertito Israele che non può permettersi di isolarsi ancora a lungo dai vicini arabi del Medio Oriente.

Durante un forum a Washington venerdì, il segretario alla Difesa americano Leon Panetta ha detto che Israele deve iniziare da tornare “al dannato tavolo” e negoziare la pace con i palestinesi. Ha anche chiesto a Israele di ricucire i rapporti con i tradizionali partner come la Turchia, l’Egitto e la Giordania.

Alcuni leader israeliani hanno visto la primavera araba e le rivolte come quella che ha rovesciato il presidente egiziano Hosni Mubarak come una minaccia alla stabilità regionale e alla sicurezza di Israele. Ma Panetta ha esortato i funzionari israeliani ad abbandonare questo modo di pensare.

Panetta ha detto che Israele non ha altra scelta che correre qualche rischio per assicurare un futuro più sicuro ai propri cittadini, a partire dalla ripresa dei colloqui di pace con i palestinesi, un processo che –  ha detto Panetta – è a tutti glie effetti fermo.

Il segretario alla Difesa ha detto gli Stati Uniti continuano ad essere impegnati per salvaguardare la sicurezza di Israele ma che “anche Israele ha la responsabilità” di costruire il sostegno regionale attraverso forti atti di “diplomazia”.

Panetta anche affrontato il tema in corso sul programma nucleare iraniano, ma ha detto che anche se gli Stati Uniti non hanno escluso l’uso della forza militare, un attacco militare dovrebbe rimanere come l’ultima opzione. Ha detto che un possibile attacco militare potrebbe solo ritardare il programma nucleare iraniano di due anni, ma potrebbe potenzialmente provocare ripercussioni pesanti ora negli Stati Uniti e in Europa a livello economico. E questo non è sicuramente il momento per l’amministrazione Obama di rischiare la rielezione nel 2012.

 

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