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Altradimora

Scritto da Maria Rosa Pantè il 03.07.2017

Finalmente sono andata ad Altradimora (www.altradimora.it), non ero nelle condizioni migliori: faceva un caldo terribile, ma al pomeriggio c’è stata un po’ di brezza, e soprattutto avevo un’emicrania poderosa, causata dall’imminente cambio del tempo.

No, non ero nelle condizioni migliori.

Quindi il fatto che mi sia piaciuto, perché davvero mi è piaciuto, vuol dire che il luogo è bello davvero.

Cos’è Altradimora e cosa ci facevo lì, con l’emicrania?

Altradimora è una casa sulle colline piemontesi quasi al confine con la Liguria, a circa 6 chilometri dalle Terme di Acqui. Una bella casa grande, in un paesino minuscolo. Nel cercare la casa abbiamo chiesto a una signora che ci ha detto: “La casa della scrittrice?”

In questa casa Monica Lanfranco, la scrittrice, giornalista femminista, direttora della rivista Marea, con svariate pubblicazioni e un blog sul Fatto Quotidiano, ha creato un luogo speciale per le donne. Soprattutto per le donne, ma non solo.

È un luogo di condivisione dei saperi femminili e dell’arte. È un luogo di accoglienza e di studio. Un luogo ove però è possibile riposare e anche confrontarsi. Soggiornare per andare alle terme, per creare un’opera d’arte e per parlare tra donne (e uomini) su temi importanti.

Io ero lì appunto per parlare e soprattutto sentir parlare del tema dei temi in questo periodo, cioè l’ecologia. In particolare si discuteva di eco femminismo.

Il seminario, che si è tenuto dal 23 al 25 giugno, aveva come titolo “Fare pace con la terra: natura, femminismo, responsabilità, pratiche”.

Io ho potuto partecipare all’intensa giornata del sabato. Davvero intensa, con quattro interventi, che ad Altradimora si chiamano facilitazioni, di quattro donne eccezionali e con due dibattiti, veramente costruttivi e interessanti.

Non si trattava infatti dei tipici dibattiti all’italiana in cui spesso chi parla non fa vere domande o interventi pertinenti, ma piuttosto esprime il suo io e le sue aspirazioni. In questo caso gli interventi erano mirati al tema e proponevano non solo riflessioni ma anche azioni, quelle che si chiamano buone pratiche.

C’erano donne giovani e meno giovani, una politica come Laura Cima e una insegnante che ha fatto politica sul territorio per difendere la sua terra (No Dal Molin a Vicenza), c’era la giovane che si occupa del Piemonte che cambia, il medico antropologa che ci ha parlato ei vaccini e dei rischi che corre oggi la medicina e altre donne di ogni tipo ed età.

C’erano anche alcuni uomini, fra cui il mio compagno, che è venuto per aiutarmi date le mie condizioni fisiche, ma ha ascoltato tutto con interesse.

Abbiamo discusso nel caldo, poi mangiato le pietanze vegetariane e ottime preparate dalla stessa Monica, abbiamo chiacchierato e poi ripreso a discutere, nella brezza. Infine abbiamo dibattuto e tutto questo è stato registrato e si trova qui.

Quindi non vi dirò come il tema sia stato sviluppato, il mio intento principale infatti è far conoscere questo luogo, sognato e poi realizzato da una donna per tutte le donne.

Dal sito si comprendono molte cose, ma il mio consiglio è di andarci di persona.

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