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Consapevolezza

In questi giorni ho scorso i principali avvenimenti dagli anni Sessanta sino a oggi, secondo quanto è contenuto in Wikipedia

Scritto da Maria Rosa Pantè il 23.06.2014

In questi giorni ho scorso i principali avvenimenti dagli anni Sessanta sino a oggi, secondo quanto è contenuto in Wikipedia. Cui va il mio più sentito ringraziamento.

Nello scorrere i fatti, mi sono anche appuntata gli avvenimenti a mio avviso più importanti e ho notato alcune cose interessanti. Negli anni Sessanta è successo di tutto. Dopo, via via, un po’ meno: non so se è una questione di prospettiva storica o se quegli anni sono stati davvero eccezionali.

Anni Sessanta

John Fitzgerald Kennedy e Nikita Sergeevič Chruščёv furono i protagonisti della guerra fredda e poi della distensione che caratterizzò gli anni sessanta. Fonte: Wikipedia

Ogni decennio ha delle sue caratteristiche specifiche, quasi delle linee che lo percorrono. Ma potrebbe essere che la linea stia nell’occhio di chi guarda. Ci sono delle costanti e sono spesso fatti sanguinosi. Ci sono le guerre, tante, inspiegabili. Soprattutto dopo che tutto è passato e non si capisce perché prima si doveva combattere e ammazzarsi.

C’è la violenza: politica, dello stato, delle persone fra di loro. Ci sono state dittature sanguinarie e tanti morti e poi sono finite. E anche in questo caso il rammarico è che la storia non sia “magistra vitae”, se no il dittatore di turno dovrebbe sapere che anche quando è all’apice del potere il suo destino di sconfitta è inevitabile.

Ci sono stati film, romanzi, poesie, arte, scoperte scientifiche. La bellezza o il tentativo di produrla, la conoscenza e il tentativo di incrementarla per fortuna ci sono sempre.

E restano.

Ci sono anche le lotte per i diritti: donne, neri, omosessuali, minoranze etniche e religiose. Quante lotte! Alla fine i diritti si ottengono, anche se talvolta si fanno due passi avanti e uno indietro.

Però i diritti come l’arte restano. Restano le conquiste tecnologiche, la rivoluzione dei computer, di internet, restano le consapevolezze come la tutela dell’ambiente.

Son cose che si sanno, ma vederle lì quasi messe in fila è interessante. Soprattutto, e non voglio essere nè sdolcinata, né provvidenzialista, né ottimista in modo superficiale, soprattutto dunque restano le cose buone. Il cammino verso la consapevolezza per la specie umana è difficile, ma è un cammino, non so verso cosa, ognuno ha o non ha una risposta, ma è un cammino di consapevolezza, una vera crescita.

Sapere più cose vuol dire anche sapere di non sapere, ma vuol dire avere maggiori consapevolezze. Ecco mi pare che la parola giusta sia questa: consapevolezza, che dovrebbe portare con sè l’idea di responsabilità e con questa l’idea di solidarietà.

Non è che la realtà di tutti i giorni paia confermare questa mia ipotesi, ma, se si osserva la storia nel lungo periodo, questa evoluzione è chiara, inequivocabile.

Il rischio è proprio dimenticare la storia e le proprie radici, dimenticare da dove si è partiti, non capire che si sta camminando. Il rischio è di pensare: ma che mondo di merda, quando non è vero.

Sia perché gli escrementi sono per altri esseri un paradiso sia perché, nonostante le ricadute, la nostra consapevolezza cresce, speriamo che porti con sé anche più felicità per tutti.

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  • Tizi65 scrive:

    Quello che mi piace di questo articolo è l’ottimismo dell’autrice che traspare, e quello ci vuol sempre, però purtroppo le guerre e le lotte non sono finite ed i diritti acquisiti spesso non vengono soppressi, ma ci sono mille modi per aggirarli. Per quello che concerne la consapevolezza direi che a parte una piccola parte di umanità, la maggioranza sono degli “zombie” ai quali puoi dare a bere qualsiasi cosa. Un esempio? Le guerre travestite da “missioni di pace” o la “guerra giusta”.