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La cosa più importante

Scritto da Maria Rosa Pantè il 16.02.2015

Mi sono chiesta di cosa dovessi e volessi scrivere, cosa fosse più urgente, cosa più necessario, cosa più fondamentale.

I morti, i morti nel Mediterraneo.

L’ISIS, i bambini crocifissi (così dicono fonti ONU), le donne vendute schiave, i decapitati (alla fin fine i più fortunati).

La Grecia e la Trojka. L’economia che detta legge e una speranza che rinasce dalla madre di tutti noi, la civiltà greca.

Patria della democrazia.

Oppure la riforma costituzionale in Italia, che pare cosa tanto provinciale, ma a noi Italiani ci dovrebbe riguardare.

Oppure altre guerre: Nigeria, Russia, Ucraina.

Chi muore di fame.

I prigionieri politici.

Le mutilazioni genitali delle donne africane.

La crisi economica.

Le macchine che sostituiscono gli operai, gli operai che diventano disoccupati.

Il compleanno di Darwin.

Il rapporto fra la scienza e la nostra vita.

La poesia.

La Cristoforetti che svolazza nello spazio (e fa anche qualche esperimento).

Di tutto questo quale è davvero il primo argomento di cui parlare? Cosa è essenziale, davvero essenziale?

Risponderei con un brano di Milan Kundera (che tra l’altro avevo già usato nel 2010 proprio in uno scritto per Gaia):

“Una notte i carri armati di un paese vicino avevano invaso il loro paese. Si era d’agosto e nel loro giardino le pere erano mature. Una settimana prima la mamma aveva invitato il farmacista ad andare a raccoglierle. Ma il farmacista non si era fatto vivo. La mamma non riusciva a perdonarglielo.

La rimproveravamo: tutti pensano ai carri armati e tu pensi alle pere.

Ma è poi vero che i carri armati sono più importanti delle pere? Man mano che il tempo passava, Karel cominciava a provare una segreta simpatia per il punto di vista della mamma dove in primo piano c’era una gran pera e da qualche parte, sullo sfondo, un carro armato piccolo come una coccinella, che da un momento all’altro se ne sarebbe volato via e sarebbe scomparso allo sguardo. Eh sì, tutto sommato è la mamma ad avere ragione: il carro armato è mortale la pera è eterna.”

Da Il libro del riso e dell’oblio, 1978

Mi sento di dire che nemmeno la pera è eterna e che lo scrive, tra gli altri, la giornalista Naomi Klein famosa per il libro No Logo e che ora ha scritto un libro “Una rivoluzione ci salverà” sul rapporto tra capitalismo e pianeta.

Un out out o l’economia capitalista o l’ecologia.

In sostanza o la vita o la morte.

Non solo nostra, ma anche degli animali e delle pere…

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