Depositato un esposto presso la Procura di Roma sulla vicenda che riguarda la trasmissione Piazza Pulita in cui lo scorso 2 marzo 2015 l’europarlamentare Gianluca Buonanno aveva definito la comunità Rom “feccia dell’umanità”.
Il 28 maggio 2015 è uscito un comunicato stampa con questa notizia sull’europarlamentare nonché sindaco di Borgosesia, Buonanno.
Io mi sono decisa a scrivere in merito perché sono una cittadina di Borgosesia che dissente fortemente dal sindaco della sua città. Il sindaco Buonanno oggi se la prende coi Rom, se l’è presa coi comunisti e anche con gli omosessuali, secondo me, cavalca le paure delle persone e i luoghi comuni per propaganda politica e, credo, anche per indole e carattere.
Io dissento, ma poiché temo che tali esternazioni possano derivare da ignoranza biologica, cioè da una non perfetta conoscenza delle origini della vita sulla nostra Terra, vorrei colmare per quanto posso questa lacuna. Ecco, sindaco e votanti del sindaco, l’origine è UNA, tutti veniamo da una radice unica e siamo dunque tutti uguali. Il concetto di razza è culturale non biologico, noi siamo tutti proprio tutti uguali.
Lo studio del DNA ha chiarito che siamo uguali in gran parte anche con gli animali, per dire.
Una delle grandi conquiste dell’evoluzione è l’idea del non far soffrire gli altri, l’idea del rispetto per gli altri perché sono uguali a me, a noi. Se non ci va di pensare che l’aveva già detto quel tizio dell’anno zero, cioè Cristo: “ama il prossimo tuo come te stesso”, mettiamoci il cuore in pace: lo dice la scienza. Non lo dice il buonista o il comunista o il radical chic, ma la scienza. Da quell’uno sono venute le diversificazioni è vero, ma se io non sono d’accordo col sindaco, non posso per questo dire che tutti quelli della sua famiglia, della sua stirpe, della sua etnia sono come lui. Non posso dire che sono per la maggior parte feccia dell’umanità. Nemmeno mi viene in mente, ho dovuto citare l’onorevole.
Oltre tutto se pensiamo che, nel derivare da quell’uno abbiamo scelto linee evolutive diverse, dobbiamo accettare che gli evoluti e civilizzati frontalieri del Nord Italia, siano chiamati ratti, da alcuni Svizzeri, quelli che evidentemente hanno seguito una linea evolutiva più diversa ancora.
Se invece fossimo razionali e accettassimo l’idea scientifica che siamo tutti uguali nessuno sarebbe feccia, né ratto, se non il ratto stesso e non sarebbe nemmeno un insulto. Povero ratto!