Sabato 15 ottobre ho avuto la sfortuna di andare a Roma alla manifestazione degli indignati.
Cronaca: tutto ciò che dicono i quotidiani on line è assolutamente vero. I teppisti erano dapprima sparsi a gruppetti lungo tutto il corteo, dalla testa alla coda; i primi hanno iniziato a sfasciare le vetrine e incendiare le prime macchine in via Cavour, già intorno alle 14.30; pochi minuti dopo altri iniziavano l’assalto alle banche di via Labicana, più avanti.
Intanto i manifestanti gridavano contro i violenti “Andate via, via via, basta, fermatevi”, qualcuno ha anche provato ad allontanarli fisicamente dal corteo ma tutti avevano paura e capivano cosa stava per accadere. E i violenti erano abbastanza riconoscibili: casco o passamontagna, felpa nera con cappuccio, maglietta nera e zainetto. E continuavano ad andare avanti con il corteo, accostandosi a bordo strada ogni tanto per incendiare macchine e prendere a sprangate le vetrine.
Lungo via Cavour e via Labicana le forze dell’ordine bloccavano praticamente tutti i vicoli e non facevano nè entrare nè uscire nessuno; a un certo punto io volevo uscire dal corteo perchè mi stavo sentendo male per la claustrofobia e la paura vedendo la prima auto in fiamme: sono riuscita a uscire dal corteo solo quasi alla fine di via Cavour; la mia amica Ivana voleva entrare nel corteo all’altezza del Colosseo ma un cordone di polizia chiudeva ai lati tutto il serpentone dei manifestanti.
Poi i vari gruppetti di teppisti si sono ricongiunti in via Labicana verso le 15.30 e hanno iniziato a lanciare le bombe carta contro a polizia. Dalle 16.30 in poi, tra la fine di via Labicana e San Giovanni, è stata l’apocalisse. Io e Ivana ci siamo rifugiate dai suoi zii, in un vicolo sopra il punto nevralgico, e sentivamo solo esplosioni e sirene.
Credo che, a quel punto, con la situazione ormai fuori controllo, le forze dell’ordine abbiano agito nel miglior modo possibile: fare di tutto per evitare che i manifestanti venissero usati come scudi umani (e quindi hanno interrotto la manifestazione e mandato via tutti) e invece colpire pesantemente i violenti. E’ chiaro che questi personaggi erano perfettamente organizzati, avevano una strategia precisa: mescolarsi alla folla nelle prime due ore, poi annientare la manifestazione, disperdere i manifestanti dal primo all’ultimo e distruggere tutto ciò che fosse capitato loro sottomano.
Le foto e i video che girano su internet adesso sono tutti reali e danno un’idea dell’accaduto.
Ma non danno un’idea del dolore (e della paura) che abbiamo provato tutti noi, persone normali di tutte le età e dei gruppi più diversi (mancavano solo i gruppi politici pro-Berlusconi!!!): c’era il comitato per la ricostruzione a L’Aquila, c’erano Legambiente ed Emergency, c’erano i No Tav, i No al Ponte, i COBAS, i licenziati della Croce Rossa, i disabili in sedia a rotelle, i ciclisti, le associazioni di studenti di sinistra, il Popolo Viola; c’erano anche tante bandiere di SEL, di Rifondazione e dei giovani comunisti (nostalgici…..), tutti tranquilli a gridare i loro slogan; c’erano i cassintegrati di varie aziende, i precari della scuola, della sanità e dell’università. Persone normali, come me e come i miei amici.
E certo noi non andiamo a una manifestazione mettendo nello zainetto bottiglie piene di benzina, bombe carta e spranghe.
Ovviamente io, noi, tutti ci poniamo tante domande:
- perchè polizia e carabinieri non sono intervenuti dentro al corteo per catturare i teppisti; molto probabilmente per non far correre rischi ai manifestanti e non coinvolgerli nella battaglia (ma secondo me polizia e carabinieri sanno agire in modo selettivi contro i singoli anche in mezzo alla folla);
- perchè molte vie d’uscita dal corteo erano bloccate dalle forze dell’ordine, della serie “chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori”;
- perchè, viste le dichiarazioni di guerra che giravano in vari blog e forum (bastava cercare un po’ su google come ho fatto io e ne venivano fuori di cotte e di crude), la Digos non ha fatto un’indagine a priori identificando gli autori di quei messaggi deliranti sul web; la mia amica magistrato dice che per fare queste indagini ci vuole molto tempo e non sempre si riesce a risalire con certezza agli autori dei messaggi nè tantomeno ai mandanti;
- perchè le forze dell’ordine hanno arrestato solo 20 persone e non duecento o trecento. Tutte domande senza una risposta certa. Mi pongo però altre due domande che vanno ben al di là del fatto contingente.
1) Perchè tanta violenza? Secondo me per diffondere tra le persone normali la paura, irrigidire la società e di conseguenza mantenere il sistema politico, sociale ed economico così com’è; la non violenza e la pace, frutto diretto del rispetto reciproco, facilitano il cambiamento, spingono verso l’apertura mentale e la tolleranza; è chiaro che queste persone vanno in direzione opposta. Sull’uso della violenza non ci deve essere spazio per contrattazioni o giustificazioni: qualunque sia il contesto, tutta la politica, tutta la società, tutti tutti tutti devono dire no e fare di tutto per eradicare la violenza. Se questo non succede, vuol dire che l’esistenza di queste cellule violente e la paura dilagante nella società fanno comodo a qualcuno.
2) Perchè solo in Italia? Questa è la constatazione che mi dà più amarezza: solo in Italia (salvo qualche piccolo tafferuglio in alcune città della Germania, ma niente di serio) ieri c’è stata l’apocalisse. Io non mi so dare delle risposte.
Con un rinato desiderio di andare via dall’Italia (stavolta per sempre).
Luciana Carotenuto
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Ecco la risposta di mia mamma, Giovanna De Benedictis, classe 1948:
Non so rispondere alle domande, ma non condivido la frase finale.
Papà ed io avevamo meno della tua età quando abbiamo vissuto gli anni di piombo. Gente comune ammazzata alle spalle per strada o sulle scale dell’Università, la bomba di Bologna, la strage Italicus e così via.In conclusione centinania e centinaia di morti innocenti. Adesso è rose e fiori! Eppure NOI NON ABBIAMO AVUTO PAURA NE’ ABBIAMO ABBANDONATO IL NOSTRO PAESE che è il più bello e, per noi, il più caro del mondo! Piuttosto abbiamo fatto il nostro dovere e trasmesso con l’esempio, non solo ai nostri figli ma anche a tutta la nostra rete sociale, che la violenza è una pura CAZZATA! E non è stato invano! Infatti oggi quello che è successo a Roma fa spavento alle nuove generazioni, ma noi sappiamo che è solo un rigurgito di gente frustrata e soprattutto ignorante (in senso filologico), e sappiamo anche che, non abbandonando la partita, il mondo non può che essere un po’ migliore di come l’abbiamo trovato! Se i migliori se ne vanno, veramente anche noi abbiamo perduto!
Love, mamma
Ho paura che i migliori se ne siano già andati a ritmo di 30-50 mila all’anno. Quelli che hanno idee, forza di volontà, intraprendenza si sono messi in tasca un biglietto di sola andata, e non so se avranno la voglia di comprarsi quello per il ritorno.
E’ un vero peccato che una manifestazione del genere sia ricordata solo per i disastri che sono successi. Un aggregato multicolore e multiforme, non organizzato; senza un servizio d’ordine come molti criticano, ma è un errore? Poter credere che la gente debba per forza essere convogliata, indirizzata, indottrinata e poi controllata e messa in ordine, in riga ad annuire e diniegare a comando? Io credo di no, e se di errori dobbiamo parlare, allora credo che siano stati due: primo, il numero insufficiente di forze dell’ordine, probabilmente lasciate a casa per mancanza di soldi per gli straordinari, la benzina o per riparare i mezzi; secondo, che non ci fossero sessanta milioni di italiani, a Roma.