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Morto Gabriel García Márquez, Nobel autore di “Cent’anni di solitudine”

García Márquez è stato spesso considerato un autore di letteratura fantastica, ma è evidente che le sue opere hanno una radice molto profonda - e sempre amara - nella realtà

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.04.2014

Gabriel García Márquez, premio Nobel per la Letteratura grazie al famoso romanzo “Cent’anni di solitudine” e alla fondazione di una peculiare scrittura che mescola realismo e fantasia, cinismo e patriottismo, è morto a 87 anni a Città del Messico.

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Originario della Colombia, l’autore più noto nella letteratura latinoamericana era da qualche mese in cura a causa di infezioni e disidratazione in un ospedale messicano. García Márquez si è aggiudicato il premio per la letteratura nel 1982.

Giornalista e scrittore, ha fondato un metodo di scrittura innovativo che lo ha portato ad essere considerato fra in grandissimi della letteratura spagnola di tutti i tempi. Il suo romanzo più famoso e più strutturato, ‘Cent’anni di solitudine’, è stato anche nominato durante il IV Congresso internazionale della Lingua Spagnola nel 2007 la seconda opera più importate dopo il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes autore 16° secolo.

L’autore – conosciuto con il soprannome di Gabo in tutta l’America Latina – è nato nella città colombiana di Aracataca, che divenne l’ispirazione per Macondo, la città al centro di “Cent’anni di solitudine, il suo capolavoro del 1967.

García Márquez è stato spesso considerato un autore di letteratura fantastica, ma è evidente che le sue opere hanno una radice molto profonda – e sempre amara – nella realtà, soprattutto quella difficile della sua America Latina negli anni delle dittature.

Egli stesso ammise che, dietro la sua fervida immaginazione, “la verità è che non c’è una sola riga in tutto il mio lavoro che non ha un fondamento nella realtà. Il problema è che la realtà dell’area caraibica assomiglia alla più fervida immaginazione”, ha detto alla rivista The Paris Review nel 1981.

E proprio i primi anni di vita di García Márquez sono stati per sempre plasmati dalla realtà. Suo nonno, un noto e rispettato militare liberale, era fortemente in disaccordo con le idee politiche del padre di García Márquez, un operatore del telegrafo conservatore che divenne farmacista.

García Márquez ha trascorso la sua infanzia con i nonni, mentre i genitori vivevano nella città costiera di Barranquilla.

Nel 1936 suo nonno, che tutti chiamavano il colonnello, morì e García Márquez tornò dai suoi genitori. Era l’ultimo di 11 figli  e, dopo aver terminato il liceo, García Márquez si iscrisse all’università con il sogno di diventare uno scrittore. I suoi genitori, tuttavia, avrebbero voluto per lui una carriera da avvocato.

Quando scoppiò la “Violencia”, un periodo di instabilità politica causata dall’omicidio di un leader conservatore dell’epoca, Jorge Eliécer Gaitán, García Márquez iniziò a scrivere per un giornale locale e alla fine diventò giornalista.

A metà degli anni 1950, García Márquez dovette lasciare la Colombia per l’Europa, anche a causa di un servizio che non piacque al governo dell’epoca. La distanza, raccontò in seguito, ha contribuito a plasmare il suo punto di vista sulla politica latino-americana.

Prima del suo capolavoro, García Márquez fu l’autore di Leaf Storm, che è stato pubblicato nel 1955, oltre ad altri racconti che ebbero meno fortuna. Ma non è stato solo nel 1967, con la pubblicazione di “Cent’anni di solitudine”, che García Márquez irrompe nel panorama letterario mondiale.

Diverse opere successive di García Márquez sono state molto apprezzate dalla critica. “L’autunno del patriarca” (1975), “Cronaca di una morte annunciata” (1981) e “Il generale nel suo labirinto” (1990), oltre a “L’amore ai tempi del colera”, un altro best seller.

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