Gaianews

India, trattative liberazione Paolo Bosusco ad un punto morto

Scritto da Chiara Pane il 07.04.2012

Italiani rapiti in India dai ribelli maoistiIndia, nessuna novità positiva riguardo la liberazione di Paolo Bosusco, l’italiano rapito lo scorso 14 marzo dai ribelli maoisti che abitano nelle foresta dell’Orissa.

Se qualche giorno fa le trattative fra il governo dell’Orissa e i ribelli maoisti sembravo essere arrivate ad un punto d’incontro, nelle ultime ore la situazione è precipitata.

La sorte di Paolo Bosusco verrà decisa nei prossimi tre giorni, corrispondenti all’ultimatum stabilito dal leader dei maoisti, Sabyasachi Panda. Quest’ultimo parlando ai microfoni di un’emittente locale ha fatto sapere di non essere per nulla soddisfatto dello svolgimento dei negoziati. Riferendosi alle trattative ha parlato di “farsa” e si è detto pronto a “ricorrere a gesti estremi”, laddove le sue richieste non verranno esaudite.

L’ambasciatore italiano Giacomo Sanfelice, che sta seguendo da vicino la vicenda si è detto preoccupato per il repentino sviluppo negativo della vicenda. Ma l’incontro con il Chief minister dello stato dell’Orissa, Naveev Patnaik, lo ha in parte rassicurato. L’ambasciatore italiano ha, difatti, dichiarato: “il governo dell’Orissa mi ha assicurato che intende fare quanto è nelle sue possibilità per ottenere il rapido rilascio di Bosusco”.

Di buono c’è che la liberazione dell’altro italiano che era stato rapito assieme a Bosusco fa ben sperare. Il 61enne Claudio Colangelo è infatti stato rilasciato qualche giorno fa. I ribelli maoisti lo hanno consegnato ad alcuni giornalisti di fiducia, che lo hanno accompagnato fuori dalla foresta dove era stato tenuto nascosto. Alle emittenti televisive Colangelo ha raccontato di aver vissuto giorni davvero difficili, ma di essere stato tratto bene.

In India restano pure i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, detenuti oramai da più di un mese nel reparto speciale del carcere di Trivandrum. Il tribunale indiano ha fissato la prossima udienza dopo Pasqua.
La vicenda dell’uccisione dei due pescatori indiani, ritenuti dai nostri connazionali pirati, è sempre più complicata. Ma finalmente anche l’Unione Europea ha deciso di impegnarsi per la risoluzione della controversia internazionale. Il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani ha fatto sapere che il servizio diplomatico europeo sta lavorando in stretta sintonia con il governo italiano e la rappresentanza UE a New Delhi si sta adoperando per arrivare ad una soluzione quanto prima possibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *