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Paolo Bosusco libero

Scritto da Chiara Pane il 12.04.2012

Paolo Bosusco è finalmente libero. I maoisti lo hanno rilasciato durante la notte e adesso il nostro connazionale si trova nella capitale dello stato dell’Orissa assieme all’ambasciatore e al console italiani.

I primi ad apprendere la notizia sarebbero stati i media indiani, informati da Dandappani Mohanty, uno dei mediatori locali incaricati di portare avanti le trattative fra il governo e i rapitori maoisti. Lo stesso Mohanty avrebbe accompagnato Bosusco fuori dalla foresta, affidandolo poi alle forze dell’ordine e alle cure di un medico.
Mohanty si era recato nella foresta mercoledì sera per consegnare ai maoisti un messaggio da parte del governo dell’Orissa.

“Sono finalmente libero, sto bene”. Sono state queste le prime parole di Paolo Bosusco, dopo la sua liberazione. L’ex ostaggio non ha mostrato alcun sentimento di astio nei confronti dei suoi rapitori, confermando di essere stato trattato bene. Paolo è giunto intorno alle 8 (ora italiana) di questa mattina alla Guest House della capitale Bhubaneswar, dove ad attenderlo c’era l’ambasciatore Giacomo Sanfelice, che durante l’ultimo mese hanno seguito attivamente la delicata questione.

Molteplici le richieste dei maoisti che il governo dell’Orissa è stato costretto ad accettare. Fra queste rientra anche la scarcerazione di Subhasree Das, moglie del leader maoista Sabyasachi Panda, ideatore del rapimento dei due italiani. La donna liberata due giorni fa ha definito il marito “amico, filosofo, guida”, ma ha fortemente criticato l’azione di rapimento commessa a scapito dei due italiani. “E’ stato un errore. Gli stranieri sono nostri ospiti. Non si possono fare simili pressioni sul governo per costringerlo ad accettare le richieste”.

Immediato il commento del ministro degli affari esteri, Giulio Terzi, che in questi giorni si trova a Washington per partecipare alla riunione ministeriale del G8: “Si sta concludendo una vicenda rischiosa e complessa che in queste settimane ci ha visto impegnati a tutti i livelli e senza sosta, con l’obiettivo che in questi casi resta sempre quello di garantire anzitutto l’incolumità dei nostri connazionali.” Il ministro ha poi proferito parole di elogio nei confronti di quanti si sono impegnati per raggiungere l’obiettivo della liberazione: “Sono profondamente grato all’Unità di Crisi, ai nostri diplomatici in India e a quanti hanno contribuito a questo importante risultato che ci riempie di soddisfazione” ha commentato, aggiungendo poi “risultato che è stato ottenuto anche grazie alla collaborazione delle Autorità dello Stato dell’Orissa e di quelle di New Delhi”.

Gli ultimi commenti del ministro Terzi, sono stati rivolti all’altra delicata faccenda non ancora risolta, quella dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il ministro ha dichiarato: “Ora il nostro lavoro continua con la stessa determinazione per assicurare la liberazione di coloro che sono ancora ostaggio di rapitori in altri Paesi”.

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  • Chiara scrive:

    E si credo che non sia questione di denaro. La questione appare decisamente più complicata. Certo, se prima si poteva pensare che le elezioni locali potessero avere un peso nella vicenda, adesso pare che tutto dipenda dall’esame balistico delle armi sequestrate dalla nave su cui viaggiavano i nostri militari.
    Ad ogni modo, un nuovo articolo sulla vicenda è stato pubblicato sulla rubrica “Attualità”.

  • Nicola scrive:

    …lei ha pienamente ragione e mi scuso.
    Purtroppo vivo la vicenda indiana dei marinai, forse troppo da vicino e credo che a causa delle più totali incompetenze in merito, degli attuali nostri “tecnici”, se l’india continua in questo modo non logico, a senso unico e senza interlocuzioni, questi 2 saranno condannati a morte. Per Bosusco le opportunità di vita erano più alte (pagando, accontentando i maoisti, etc come infatti è accaduto). Qui pare che nemmeno il denaro ci può !!

  • Chiara scrive:

    Caro Nicola, sarai accontentato senza problemi.
    Ti ringrazio per la richiesta.
    Scusa se mi permetto, però penso che nonostante i due italiani si fossero recati in India per piacere, come dici tu, dare immediata notizia della liberazione era quantomeno doveroso.

  • Nicola scrive:

    …..a noi interessa che si parli di più dei Marò.
    A questo signore di andare lì non lo ha chiesto nessuno, ai Marò è stato comandato. non è poi tanto difficile da comprendere !!!