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Siria, Human Rights Watch: “Attacchi aerei indiscriminati e deliberati contro i civili”

Scritto da Chiara Pane il 13.04.2013

Siria, i bombardamenti aerei devastano le città e uccidono milioni di civili. L’organizzazione internazionale per i diritti umani, Human Rights Watch (HRW), attacca il regime accusandolo di violare le leggi umanitarie internazionali e pubblica un report di 75 pagine intitolato “Morte dai cieli: attacchi aerei indiscriminati e deliberati contro i civili”.

Siria

Il report si basa su un’osservazione diretta avvenuta fra agosto e dicembre 2012, su interviste effettuate ai sopravvissuti e sulla visione di filmati. Circa 140 testimoni hanno voluto parlare, esprimendo rabbia, paura e disperazione. Il documento descrive gli attacchi compiuti dal regime siriano, distinguendo fra gli attacchi deliberati contro i civili e quelli indiscriminati, che prescindono dall’individuazione delle vittime. Entrambi i tipi di assalti, però, costituiscono una violazione del diritto umanitario internazionale, o leggi di guerra. Difatti, sebbene il diritto umanitario ammetta che in un conflitto alcune vittime civili sono inevitabili, allo stesso tempo impone il dovere di distinguere fra combattenti e civili e obbliga a indirizzare gli attacchi solo verso altri obiettivi militari. In particolare le leggi internazionali vietano le aggressioni contro i luoghi che per loro natura sono oggetti civili, come le case, gli ospedali, i luoghi di culto e i monumenti culturali, tranne che non vengono utilizzati per scopi militari.

A tal proposito il documento fa riferimento ai ripetuti bombardamenti condotti contro l’ospedale Dar al-Shifa, sito nella città di Aleppo, raccontando che durante l’ultimo attacco, il 21 novembre, la bomba sganciata da uno jet rase al suolo un edificio adiacente e gran parte dell’ospedale, rendendolo inaccessibile. Secondo i testimoni, sempre in quell’occasione, almeno 40 persone sono rimaste uccise, tra cui un medico, un infermiere e due guardie di sicurezze. Anche un altro ospedale, costruito nella città di Salma a Latakia è stato ripetutamente attaccato fino ad essere completamente distrutto il 15 ottobre 2012. Un dipendente della struttura ha raccontato che la zona era stata presa di mira già diverse volte, ma l’ospedale era sempre rimasto in piedi.

I ricercatori che hanno condotto l’inchiesta, riferiscono che tutti i siti colpiti dai bombardamenti erano controllati dai ribelli. Il documento precisa però che la maggior parte delle città e dei villaggi bombardati erano controllati dall’opposizione già da settimane o mesi e quindi non erano sedi di scontri al momento dei bombardamenti aerei. Inoltre tutti i bombardamenti sono stati compiuti con aerei ed armi non in grado di operare una distinzione fra civili e combattenti, così come richiesto dalle leggi di guerra.

Nel documento si fa anche accenno alla responsabilità dell’esercito libero siriano, rifugiatosi spesso in aree densamente popolate. Tuttavia, è chiaro che non si possono giustificare gli assalti voluti dal regime, che per discolparsi parla di lotta al terrorismo.

Attraverso la pubblicazione del report, i ricercatori sperano in una riposta internazionale volta a porre fine alle indiscriminate stragi di civili. infatti l’organizzazione umanitaria invita gli stati ancora legati a Bashar Al Assad ad incrementare la pressione per interrompere gli attacchi aerei contro i civili. HRW chiede inoltre l’immediata interruzione della vendita di armi al governo siriano, augurandosi anche, che nessun governo permetta di utilizzare il proprio territorio nazionale o lo spazio aereo per l’invio di armi e munizioni. Rivolgendosi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le cui proposizioni sono state ripetutamente bloccate dai veti di Russia e Cina, HRW continua ad auspicare l’adozione di misure restrittive e sanzioni mirate contro la leadership siriana implicata nei crimini.

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