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Siria: scontri nei sobborghi di Damasco, 72 morti nel paese

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 30.01.2012
SiriaIl governo siriano ha cercato di tenere lontani dalla capitale della Siria, Damasco, i combattenti ribelli, mentre le forze di sicurezza si sono distribuite in tutta la città e circa 2.000 soldati appoggiati da carri armati e veicoli blindati hanno lanciato un assalto per riconquistare le zone suburbane cadute in mano ai ribelli.

La battaglia ha coinvolto almeno quattro distretti vicino a Damasco, la più grande città del paese e sede del governo del presidente Bashar al-Assad. L’offensiva si è spinta in aree prevalentemente sunnite della periferia orientale della capitale, che sono finite sotto il controllo dei ribelli nelle ultime due settimane.

Gli attivisti sostengono che almeno 19 civili e combattenti ribelli sono stati uccisi negli scontri.

I sobborghi di Damasco hanno visto grandi manifestazioni che chiedevano la rimozione di Assad, un membro della setta alawita minoritaria nel Paese. Gli alawiti appartengono ad un ramo dell’Islam sciita ed hanno dominato politicamente gran parte del paese, a maggioranza sunnita, negli ultimi cinquant’anni.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra, ha riferito che 72 persone sono state uccise in tutto il paese domenica, tra cui 41 civili, soprattutto nei sobborghi di Damasco e nelle città centrali di Homs e Hama. I dati non possono essere confermati autonomamente dai giornalisti occidentali, perché la Siria non permette loro di operare liberamente nel paese.

Il capo della Lega Araba Nabil Elaraby ha detto domenica che sta cercando di convincere Russia e Cina di sostenere un piano arabo per uscire dalla crisi. Elaraby ha parlato  al Cairo prima di partire per New York, dove presenterà formalmente l’iniziativa al Consiglio di sicurezza dell’ONU martedì.

Il piano della Lega Araba prevede che il presidente Assad trasferisca il potere ad un uomo di fiducia, che dovrà formare un governo di unità nazionale per preparare il paese alle elezioni nazionali sotto supervisione internazionale. Il governo di Assad ha respinto la proposta come una violazione della sovranità siriana.

La Russia, alleato militare chiave della Siria e membro con diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, si oppone agli sforzi da parte degli stati arabi e delle potenze occidentali per convincere il Consiglio ad esercitare una maggiore pressione su Assad affinché fermi la violenta repressione.

L’escalation delle violenze in Siria ha spinto la Lega araba a sospendere la sua missione di osservatori in Siria sabato. Elaraby ha detto che gli inviati rimarranno a Damasco fino a quando i ministri degli esteri della Lega non si incontreranno domenica prossima per decidere se farli andare via dal paese o meno.

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