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Quanto è felice il nostro mondo?

Un rapporto dell'ONU misura la felicità nel mondo ne identifica i fattori chiavi. Essere felici ci fa più produttivi, longevi e ci rende cittadini migliori. Secondo gli esperti i politici dovrebbero perseguire la felicità dei propri cittadini per se stessa e per i suoi effetti collaterali

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 09.09.2013

Un nuovo rapporto sulla felicità nel mondo è stato pubblicato dalla Sustainable Development Solutions Network dell’ONU (SDSN), sotto gli auspici del segretario generale  Ban Ki-Moon. Il rapporto, firmato da un nutrito gruppo di esperti, invita i politici a prendere in considerazione la felicità come un fattore importante per indirizzare le politiche di un paese.
Gli esperti hanno identificato 6 fattori chiave che fanno sì che in un paese ci sia felicità e mentre in molti paesi in via di sviluppo il tasso di felicità sta aumentando, in quelli già sviluppati il tasso di felicità sta diminuendo. 

Felicità

Il rapporto ha determinato i 6 paesi più felici del mondo: si tratta di Danimarca, Norvegia, Svizzera, Paesi Bassi, Svezia e Canada

Secondo gli esperti in economia, psicologia, analisi, indagine delle statistiche nazionali, il benessere può essere utilizzato efficacemente per valutare il progresso delle nazioni. 

“La relazione di quest’anno fornisce la classifica della felicità a livello di singolo paese e spiega i cambiamenti nella felicità nazionale e regionale”, ha detto l’editor del report John Helliwell. Il professor Helliwell ha lavorato con altri ricercatori al CIFAR per analizzare i dati del Gallup World Poll. ” Il rapporto rivela  tendenze importanti e ha identificato sei fattori chiave che spiegano in cosa consista felicità per una nazione”.

Il primo Rapporto sulla Felicità Mondiale, pubblicato nel 2012 aveva già attirato l’attenzione a livello internazionale. Questa nuova relazione va oltre. E’ estremamente più dettagliata e analizza le tendenze dei singoli paesi: per questo può essere un validissimo strumento per i decisori politici. Inoltre i dati vengono messi in relazione con altri report ufficiali delle singole nazioni.  

“Ora nel mondo la gente chiede sempre di più che la politica si allinei a ciò di cui le persone hanno veramente bisogno e con ciò che caratterizza il loro benessere”, ha detto il professor Jeffery Sachs .
“Sono sempre di più i leader mondiali che stanno parlando dell’importanza del benessere come una guida per le loro nazioni e per il mondo . The World Happiness Report 2013 offre una ricca evidenza che la misurazione e l’analisi sistematica della felicità ci può insegnare molto su come migliorare lo sviluppo del benessere sostenibile del mondo.”

Su una scala da 0 a 10, 150 paesi hanno un punteggio di 5,1. Tre quarti di quel punteggio è spiegabile grazie a sei variabili:  il PIL reale pro-capite, l’ aspettativa di vita sana, l’avere qualcuno su cui contare, la libertà percepita di fare scelte di vita, la libertà dalla corruzione e la generosità.

Un altro aspetto significativo riguarda l’andamento della felicità misurata nei diversi paesi. In Africa sub -sahariana e in America Latina la felicità sta aumentando mentre ci sono perdite nei paesi più industrializzati.

Per i 130 paesi con dati disponibili , la felicità (come misurato da proprie valutazioni delle loro vite dalle persone) è migliorata in 60 paesi e peggiorata in 41.

Ora la domanda fondamentale è: che cosa inficia la felicità . Alcuni studi dimostrano che  la salute mentale può essere più importante della felicità stessa. Ma nei paesi ricchi meno di un terzo di coloro che soffrono di problemi psichici, psicologici o depressivi sono in trattamento . Esistono buoni trattamenti per la depressione, disturbi d’ansia e psicosi , e la felicità del mondo sarebbe enormemente aumentata se questi trattamenti fossero più ampiamente disponibili

Il Rapporto spiega anche quali siano i benefici effetti collaterali della felicità. Le persone felici vivono più a lungo, sono più produttive, guadagnano di più, e sono anche cittadini migliori. Dunque la felicità andrebbe perseguita per se stessa, ma anche per i suoi effetti collaterali.

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