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Settis: sulle barricate per difendere i beni culturali

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 10.02.2014

Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale di Pisa, è intervenuto ad un dibattito organizzato dall’associazione amici della biblioteca universitaria pisana, sulla tutela di archivi di stato e biblioteche. Alcuni importanti dichiarazioni dello studioso sono state riportate dal giornale il Tirreno.it.

Salvatore Settis al Festival della Mente

Salvatore Settis al Festival della Mente

La politica dei cittadini. Settis ha messo l’accento, come aveva fatto già in passato, sull’importanza della politica fatta dai cittadini con comitati e associazioni,sempre più distante dalla politica dei politici, che invece pensano solo alla carriera personale.

“Nel paese ci sono milioni di persone impegnate nelle associazioni che difendono il paesaggio, l’ambiente, i beni culturali, la scuola e il diritto alla salute” ha detto Settis. “Se si mettessero insieme, sarebbero forse il partito più importante. Non dico di farne un altro, perché ce ne sono già fin troppi, ma costituire una rete efficace significherebbe aumentare anche la forza persuasiva nei confronti dell’opinione pubblica e dei politici. Anche perché quando i governanti dicono che non ci sono soldi per queste cose mentono, visto che spendono 12 miliardi di euro per gli F35”.

La Cultura non può essere monetizzata Per Settis è il momento di andare sulle barricate per difendere in nostri beni culturali, la tutela della nostra cultura è sancita dalla Costituzione. “Quindi noi non stiamo chiedendo un favore a qualcuno, ma che si applichi la Costituzione.” ha detto lo studioso “Anzi, potremmo dire che biblioteche, archivi e beni culturali sono organi costituzionali e chi non li difende va contro la Costituzione e contro il fondamento stesso dello Stato”.

Riguardo alla politica di destra e di sinistra sui beni culturali Settis ha dichiarato:”In questi vent’anni è stata pressoché identica: ossessionata dalla volontà di dare a tutto un prezzo, senza mai soffermarsi sul fatto che la cultura è un bene della collettività e non può essere monetizzato”.

Settis è poi entrato nel merito della legge elettorale criticando l’operato di Renzi e il suo “flirt” con Berlusconi, che come risultato porterà ad un minore potere di scelta dei cittadini. “La distanza tra i politici e i cittadini non è solo colpa di Berlusconi, ma anche di chi, come Renzi, flirta con lui. Né il Cavaliere, né il sindaco di Firenze vogliono le preferenze, ma preferiscono le liste bloccate con le quali scegliere la classe dirigente. Infatti anche con la nuova legge elettorale si preferisce privilegiare liste bloccate dove saranno i partiti a scegliere e non i cittadini.”

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