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Violenza sulle donne: il 7,2% subisce abusi da uomini diversi dal partner

Scritto da Elisa Corbi il 12.02.2014

Secondo uno studionel mondo 1 donna su 14 (pari al 7,2% della popolazione femminile) viene aggredita sessualmente da qualcuno diverso dal proprio partner (estranei, conoscenti, amici, colleghi, compagni, insegnanti, vicini e familiari). Il quadro globale però è molto variabile: i paesi con i più alti tassi di violenza sessuale sono quelli dell’Africa sub-sahariana centrale (21%, Repubblica Democratica del Congo), Africa sub-sahariana del sud (17,4%, Namibia, Sud Africa, Zimbabwe), e Australasia (16,4%; New Zelanda e Australia). Mentre i paesi del Nord Africa / Medio Oriente (4,5%, Turchia) e in Asia meridionale (3,3%, India, Bangladesh) hanno fornito le stime più basse.

 Donne

Lo studio pubblicato sulla rivista The Lancet, ed eseguito in 56 paesi, è stato condotto dal professor Naeemah Abrahams del Medical Research Council del Sud Africa a Città del Capo, con colleghi della School of Hygiene and Tropical Medicine di Londra e l’Organizzazione mondiale della Sanità.

“Abbiamo scoperto che la violenza sessuale è un’esperienza comune per le donne di tutto il mondo, e in alcune regioni è endemica, raggiungendo più del 15%. Tuttavia, le variazioni regionali devono essere interpretate con cautela a causa delle differenze nella disponibilità dei dati”, spiega Abrahams.

Dalla ricerca è risultato anche che i paesi dell’Europa orientale (6,9 %, Lituania, Ucraina, Azerbaigian) avevano una prevalenza molto più bassa di violenza sessuale rispetto a quelli dell’Europa centrale (10,7%, Repubblica Ceca, Polonia, Serbia e Montenegro, Kosovo) e le regioni occidentali (11,5%; Svizzera, Spagna, Isola di Man, Svezia, Regno Unito, Danimarca, Finlandia, Germania).

Gli autori sottolineano che questi dati probabilmente sottostimano la vera entità del problema a causa delle sotto-segnalazioni delle violenze sessuali e la mancanza di dati basati su una parte della popolazione. Ad esempio su otto regioni si hanno dati solo da un paese e nulla da altri.

Abrahams ha spiegato che, “i risultati evidenziano la necessità che i Paesi hanno di avere propri dati basati sui livelli di violenza sessuale per migliorare la comprensione della portata del problema e dei principali fattori di rischio, e per sviluppare politiche adeguate e risposte, compresi gli interventi di prevenzione primaria e i servizi completi per curare le vittime di aggressioni”.

In un commento, Kathryn Yount, della Emory University di Atlanta, descrive lo studio come “una pietra miliare nella sua scala e nel suo rigore”, dicendo che “il contributo principale di questo studio è la sua inclusione completa di dati per ricavare le migliori stime per la prevalenza mondiale sulla violenza sessuale contro le donne fatta da estranei. Una prevalenza stimata di anche dell’1% è troppo alta e, si spera, stimolerà discussioni tempestive e sistematiche circa l’uso di definizioni standard e di migliori strumenti di ricerca e metodi di raccolta dei dati. E proprio attraverso i dati c’è la conferma che la violenza sessuale da un individuo estraneo non è né un fenomeno raro né geograficamente isolato e, quindi, che le leggi esistenti e i sistemi di responsabilità rimangono insufficienti”.

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